Analisi
Tassi e valute 12 anni fa - lunedì 27 febbraio 2006
Complici alcune dichiarazioni di Trichet, i mercati si stanno convincendo che già nella riunione fissata per il 2 marzo la Bce seguirà l'esempio della Fed operando un lieve ritocco verso l'alto.


Aspettando… le decisioni ufficiali

Il presidente della Banca Centrale Europea (Bce), Jean-Claude Trichet, lo ha detto nel corso dell'audizione al comitato Affari economici e monetari del Parlamento europeo: le attese, da parte dei mercati, di una stretta monetaria da parte della Bce sono perfettamente ragionevoli. L'economia europea è in lenta, ma costante e solida marcia, per cui la Bce non si sente per nulla intimorita dalla prospettiva di fare uno sgambetto all'inflazione di Eurolandia. A seguito di queste dichiarazioni l'euro ha recuperato un po' di terreno sul dollaro, ma senza particolare impeto. La settimana, infatti, è stata vissuta un po' in altalena: se a dar man forte all'euro, dopo le dichiarazioni di Trichet sono venuti gli ottimi risultati tedeschi offerti dall'ultima rilevazione dell'indice Ifo (vedi nella pagina a fianco), è anche vero che la diffusione dei verbali dell'ultima riunione della Fed (la banca centrale americana, vedi qui sotto), ha confermato ancora una volta di più che l'economia Usa va bene e che non basta certo un rialzo dello 0,25% da parte della Bce perché gli investimenti cambino destinazione preferendo questa sponda dell'Atlantico.  Sul piano dei tassi, in rialzo quelli statunitensi di tutte le scadenze e quelli euro a breve e medio termine (stabili i tassi euro a lunga). Per il futuro riteniamo che le mosse da parte delle banche centrali saranno strettamente dipendenti dalle notizie economiche che verranno fornite via via dai mercati, ma che la tendenza di fondo resti intonata al rialzo sia in Europa sia in Usa e questo su tutte le scadenze: brevi e lunghe. Le prospettive di una stretta da parte della Bce hanno comunque portato una buona notizia ai risparmiatori: all'ultima asta dei BoT  dello scorso giovedì i rendimenti si sono confermati ai massimi da 3 anni (quelli netti dei BoT semestrali sono all'1,9%). Il mercato è stato infine investito da un'ondata di emissioni tra cui alcune lunghe, come il trentennale in dollari Usa emesso dalla Bei.

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