Analisi
Un po' di sollievo 12 anni fa - lunedì 20 febbraio 2006
Dopo due settimane all’insegna dell’incertezza, le notizie di questi giorni hanno sostenuto i mercati.

Dopo due settimane all’insegna dell’incertezza, le notizie di questi giorni hanno sostenuto i mercati.

Dopo qualche alto e basso, torna decisamente il bel tempo in Borsa, sia negli Usa (l’indice S&P 500 segna +1,6%) sia in Europa (l’indice dei 50 titoli principali segna +1,4%). A Milano l’indice S&P Mib chiude a +1,86% raggiungendo i livelli massimi dalla sua introduzione (giugno 2003). Tra gli avvenimenti della settimana spicca certamente il primo discorso al Congresso del nuovo governatore della Fed (la banca centrale Usa) che, se da un lato ha lasciato intendere la possibilità di nuovi rialzi, non ha tuttavia escluso una politica monetaria più flessibile, disegnando inoltre uno scenario economico tutto sommato positivo. Dal canto loro anche le società, che in Europa sono entrate nel pieno della pubblicazione dei dati 2005, hanno contribuito a rilanciare i listini: tra i settori che hanno trainato le Borse c’è sicuramente da ricordare il comparto telefonico (+1,76%), in ripresa dagli scivoloni degli ultimi tempi, e quello finanziario europeo (+1,87%) ancora alle prese con le “grandi manovre” di aggregazioni (vere o presunte). Il settore auto (+0,66%) beneficia solo in parte dei positivi dati sulle immatricolazioni in Europa nel mese di gennaio; all’interno del settore vola in particolare Fiat (+4,4%) sull’onda delle vendite della nuova Punto. Le notizie sull’espansione in Europa dell’influenza aviaria hanno contribuito a dare slancio al settore delle biotecnologie (+2,87%). Riesce a segnare un discreto +1,02% il settore energetico nonostante il ribasso del prezzo del petrolio (in ripresa però venerdì) e le notizie sulla maximulta inflitta dall’Antitrust a Eni. Deludente, infine, il risultato settimanale del settore dei media (-0,85%) dopo che la principale società di ricerca del settore ha pubblicato i risultati sulla spesa pubblicitaria nel 2005: mentre i canali on line segnano un progresso del 18%, la spesa pubblicitaria nei canali più tradizionali (tv, stampa, radio, affissioni e cinema) segna un più modesto +2,8%.

condividi questo articolo