Analisi
Borse a corrente alternata 11 anni fa - lunedì 6 marzo 2006
Non c’è solo... l’alta tensione con i cugini d’Oltralpe: numerosi altri fattori hanno portato i mercati finanziari su e giù a giorni alterni.

Non c’è solo... l’alta tensione con i cugini d’Oltralpe: numerosi altri fattori hanno portato i mercati finanziari su  e giù a giorni alterni.

Il timore di un ritorno del protezionismo in Europa non ha certo fatto bene ai listini, ma non è l’unico fattore determinante di un martedì e un giovedì negativi, che trascinano in rosso il bilancio settimanale: gli Usa perdono lo 0,17%, l’Europa l’1,45% con Milano che fa anche peggio (-1,92%). I dati economici Usa, in particolare sulla fiducia e sulla vendita di case, sono stati accolti male dalle Borse; anche i dati sulle vendite di febbraio pubblicati da molte società del retail Usa hanno deluso, portando l’indice mondiale del settore distribuzione a perdere l’1,48%. Quanto all’Europa, il rialzo dei tassi era sì atteso ma le dichiarazioni che l’hanno accompagnato hanno prospettato uno scenario più negativo del previsto (possibili nuovi aumenti, aspettative di aumento dell’inflazione). Non ha invece avuto grossi impatti, se non sulla società stessa, il tonfo di Google che ha annunciato un rallentamento della crescita e la necessità di ricercare nuovi vettori di sviluppo: il settore tecnologico ha infatti limitato il calo all’1,04%. È andata peggio al settore auto (-3%): se Fiat si è salvata grazie ai dati sulle vendite in Italia e agli accordi all’estero, i colossi americani hanno appesantito il settore dopo aver segnato un passo indietro nelle vendite negli Usa su cui avanzano i produttori orientali. Non sono bastate a arginare i danni le dichiarazioni ottimistiche nell’ambito del salone espositivo di Ginevra (GM esclude nuovi sconti negli Usa e prevede il pareggio nel 2006 per le attività europee, Ford si attende il ritorno all’utile per i marchi del lusso in Europa). Ancora debole il settore telefonico (-0,24%) dopo il profit warning di Vodafone, arginato dai dati rassicuranti di Deutsche Telekom.

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