Analisi
Economie e mercati 11 anni fa - lunedì 6 marzo 2006
Invariato il Pil 2005 del Bel Paese. Ancora lenta, ma in rafforzamento, la ripresa economica di Eurolandia. Gli Usa si confermano un'economia solida.


IN ITALIA

Secondo l'Istat – l'Istituto italiano di statistica – l'economia italiana non è cresciuta nel corso del 2005. Il Pil – tutta la ricchezza prodotta in un anno nel Paese – non ha infatti registrato variazioni sull'anno precedente. Il risultato di “invariato” è l’effetto combinato della crescita economica dei primi mesi, compensata dal rallentamento di fine anno. Delude anche il dato sull'occupazione nelle grandi imprese che, sempre nel 2005, si è ridotta dello 0,3%. Si tratta però della minor perdita di posti di lavoro degli ultimi cinque anni. Positivo, invece, l'andamento dei prezzi al consumo: a febbraio l'inflazione è scesa al 2,1% annuo dal 2,2% di gennaio (+0,2% rispetto a dicembre). L'inflazione calcolata col metodo europeo è invece scesa dello 0,1% mensile, mentre è rimasta invariata al 2,2% rispetto a un anno prima. Influenzati dal continuo aumento della fattura energetica, sono invece saliti i prezzi alla produzione: +1,1% mensile e +4,7% annuo. In questo scenario poco confortante, gli imprenditori commerciali guardano però al futuro con ottimismo tant’è che la loro fiducia nel futuro, in gennaio, è salita a quota 105,5 dal 104,1 rilevato in dicembre. A sostenerla sono state le positive attese sull'andamento delle scorte e degli affari (attesi in miglioramento), solo parzialmente compensate dalle preoccupazioni per i minori volumi di vendita.

IN EUROPA E NEL MONDO

Secondo le rilevazioni di Eurostat, la ricchezza prodotta nella zona euro (Pil) è cresciuta nel quarto trimestre del 2005 dello 0,3% trimestrale e dell'1,7% annuo. L'inflazione ha invece segnato a gennaio una crescita del 2,4% rispetto a un anno fa. Il costo della vita segna dunque un peggioramento rispetto al mese di dicembre – quando si era registrata una crescita annua del 2,2% – a causa del continuo rincaro dei prodotti energetici. Ancora con qualche difficoltà, ma in miglioramento, anche le principali economie della zona euro. A febbraio il tasso di disoccupazione è rimasto stabile in Germania all'11,3%, mentre in Francia è salito per la prima volta dagli ultimi nove mesi, portandosi al 9,6%. Sempre in Francia l'indice di fiducia dei consumatori è salito a febbraio a quota -24 dal -27 di gennaio. Se Eurolandia mostra deboli segni di ripresa, l'economia d'oltreoceano continua a godere di ottima salute. Il Pil del quarto trimestre 2005 è stato rivisto al rialzo dall'1,1% precedente all'1,6% attuale, l'Ism manifatturiero –misura le attese dei direttori degli acquisti delle principali società Usa e che anticipa l’andamento dell’economia - è salito a febbraio al 56,7% dal 54,8% di gennaio. A fronte di questi dati positivi scende, forse per il rincaro dei prezzi petroliferi, la fiducia dei consumatori Usa: 101,7  a febbraio da 106,7 del mese precedente.

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