Analisi
Ancora più in alto 11 anni fa - lunedì 10 aprile 2006
Il Nasdaq segna nuovi record e le altre Borse non stanno certo a guardare: merito della Bce e delle società, che nonostante il caro-petrolio continuano a annunciare notizie positive.

Il Nasdaq segna nuovi record e le altre Borse non stanno certo a guardare: merito della Bce e delle società, che nonostante il caro-petrolio continuano a annunciare notizie positive.

Nonostante qualche presa di beneficio, i listini azionari riescono a chiudere la settimana in progresso sia negli Usa (+0,05%) sia in Europa (+0,43%). A dare una mano ha contribuito certamente la Banca Centrale europea, che ha allontanato la prospettiva di rialzi immediati dei tassi. Anche i dati occupazionali negli Usa hanno suscitato molta attesa, ma hanno avuto scarsi effetti sui listini essendo stati pubblicati a fine settimana. Anche sul fronte societario le notizie non sono certo mancate: in attesa di cedere il posto ai dati del 1° trimestre 2006 delle società Usa, che cominceranno a essere pubblicati già la prossima settimana, le “ritardatarie” società italiane hanno chiuso i conti 2005 (portandoci anche a cambiare alcuni dei nostri consigli, vedi alle pagine seguenti). Essendo nel complesso positivi, i risultati hanno sostenuto Piazza Affari (+0,16%). Tra gli eventi della settimana merita poi un posto l’annuncio di Apple: il sistema operativo Windows, della rivale Microsoft, potrà essere installato sui computer Macintosh. L’annuncio ha fatto schizzare verso l’alto non solo il titolo ma l’intero Nasdaq, che dopo aver raggiunto i massimi da 5 anni ha ripiegato chiudendo a -0,03%; l’indice dei semiconduttori segna un brillante +2,89%, quello del settore software chiude a +0,48%. Bene anche il settore auto che chiude a +2,57% (vedi anche il profilo a pagina 7). I nuovi record nei prezzi del petrolio e delle materie prime hanno certo penalizzato alcune società (vedi ad esempio Smi alle pagine seguenti) ma hanno fatto di nuovo volare il settore energetico (+3,09%) e quello minerario (che segna addirittura +6,16%). Negativo invece il settore farmaceutico (-0,64%) appesantito dalla sentenza sfavorevole a Merck (vedi a pagina 5).

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