Analisi
Economie e mercati 11 anni fa - venerdì 28 aprile 2006
In Italia delude il saldo della bilancia commerciale che, a marzo, ha registrato un netto peggioramento. La Bce invita i Paesi della zona euro ad approfittare della ripresa economica per risanare le loro finanze.


IN ITALIA

L'Istat – l'Istituto italiano di statistica – ha reso noto che, a marzo, le retribuzioni contrattuali sono salite del 2,7% annuo e dello 0,3% mensile. In aumento anche le vendite al dettaglio che, a febbraio, hanno messo a segno una crescita annua dell'1,5% e mensile dello 0,1%. La crescita è il risultato di un aumento delle vendite sia di prodotti alimentari (+2,6% annuo), sia di quelli non alimentari (+0,9%). Il buon andamento delle vendite ha influenzato positivamente la fiducia degli imprenditori, il cui indice, in aprile, è salito a quota 96,1 da 94,5 del mese precedente. Si tratta del più alto livello di fiducia registrato da gennaio 2001. Unica nota dolente per il Bel Paese è il saldo della bilancia commerciale verso i Paesi extra-Ue. A causa di importazioni in forte crescita (+22,1% annuo, contro +16% delle esportazioni) è notevolmente peggiorato, giungendo a -1.435 milioni di euro dai -655 milioni di marzo 2005. I conti con l'estero non migliorano nemmeno se si considera l'intero primo trimestre del 2006: periodo in cui le esportazioni sono aumentate del 17,5%, mentre le importazioni hanno messo a segno una crescita di ben il 28,1%. Ne è derivato un disavanzo commerciale di 7.628 milioni di euro, in netto peggioramento se confrontato con i -3.752 milioni del primo trimestre dello scorso anno.

IN EUROPA E NEL MONDO

Anche se globalmente, nel 2005, i Paesi della zona euro hanno ridotto il deficit pubblico (le uscite statali che superano le entrate) al 2,4% del Pil (2,8% nel 2004), le differenze fra i Paesi si sono accentuate. Pertanto, la Bce ha sottolineato la necessità di risanare i conti pubblici, specialmente per Italia (4,1%), Germania (4,5%), Portogallo (6%) e Grecia (4,5%), che nel 2005 hanno registrato un deficit superiore al 3% del Pil. La Bce si è inoltre detta pronta a nuovi rialzi del tasso di sconto per mantenere l'inflazione sotto controllo: prospettiva che sembra avvicinarsi dopo gli ultimi dati tedeschi che mostrano una ripresa dell’inflazione (2% in aprile) e un’economia in espansione. A febbraio la produzione industriale è infatti cresciuta dell’1% su gennaio (+6,4% su base annua), mentre ad aprile l’indice Ifo sulla fiducia degli industriali tedeschi è balzato a 109,5 punti: il più elevato livello degli ultimi 15 anni. Il tasso di disoccupazione è inoltre sceso a marzo all'11,3%. Nella zona euro si difende bene anche la Francia: in aprile, la fiducia degli imprenditori è salita a 108 da 106 di marzo. Infine, lancia segnali positivi anche l’economia statunitense, dove il buon andamento del mercato del lavoro ha spinto ad aprile la fiducia dei consumatori al livello più alto da maggio 2002, malgrado l’impennata del prezzo del greggio e il rallentamento dell'immobiliare.

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