Analisi
Oro nero, Borse in rosso 11 anni fa - venerdì 14 aprile 2006
Petrolio protagonista, in negativo, della settimana. Ma anche i timori sui tassi e, per l’Italia, la situazione politica hanno alimentato il pessimismo degli investitori e di conseguenza le vendite.

Petrolio protagonista, in negativo, della settimana. Ma anche i timori sui tassi e, per l’Italia, la situazione politica hanno alimentato il pessimismo degli investitori e di conseguenza le vendite.

In una settimana chiusa in anticipo a motivo delle festività pasquali, i mercati hanno trovato ben pochi spunti per festeggiare: anche se contenuto, il bilancio settimanale è infatti negativo sia negli Usa (-0,49%) sia in Europa (-0,1%). Il nervosismo dei mercati è stato determinato in maniera predominante dai rialzi del prezzo del petrolio, innescati dalla tensione in Iran sui programmi nucleari. Se alcuni settori, in particolare quello energetico (+1,34%), ne hanno tratto beneficio, altri settori come quello dell’auto (-1,59%) hanno risentito negativamente di questo fattore. D’altro canto, anche il Fondo monetario internazionale si è mostrato pessimista sulle conseguenze dei rialzi del petrolio: innanzitutto perché potrebbe comportare una minor crescita economica mondiale, tanto che per alcuni Paesi si prospetta l’ipotesi di un 2006 a crescita zero. Inoltre, il rialzo del petrolio potrebbe alimentare le tensioni inflazionistiche finora tenute a bada; un elemento, questo, che porterebbe a un irrigidimento delle politiche monetarie delle Banche centrali. E proprio il timore di rialzi dei tassi è l’altro protagonista della settimana: il settore finanziario ha “pagato” questi scenari con un deciso calo (-1,4% l’indice bancario europeo): il movimento relativo dei prezzi ha reso Unipol (2,66 euro) conveniente: l’azione passa dunque ad acquistare. In questo clima di incertezza sono passate quasi inosservate le notizie sul fronte societario, in una settimana peraltro avara di novità particolarmente significative. Infine Piazza Affari: la Borsa di Milano chiude con un calo (-0,82%) superiore alla media europea anche a causa dell’incertezza scaturita dalle elezioni: i dubbi sulla stabilità di Governo mettono infatti a rischio la possibilità di portare avanti riforme economiche importanti.

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