Analisi
Brutta partenza, poi la ripresa 11 anni fa - lunedì 29 maggio 2006
Sulla scia del pessimismo di quella precedente, anche la scorsa settimana è partita col piede sbagliato.

Sulla scia del pessimismo di quella precedente, anche la scorsa settimana è partita col piede sbagliato. Ma nei giorni successivi la situazione è migliorata riportando in positivo i listini.

Il tema conduttore della settimana precedente, cioè i timori di inflazione e di conseguente rialzo dei tassi emersi dopo i dati sui prezzi negli Usa, hanno dominato anche l’inizio della scorsa settimana, portando i listini a chiudere la giornata di lunedì in pesante calo. Le giornate successive, tuttavia, pur rimanendo caratterizzate da un elevato nervosismo e da forti oscillazioni, hanno registrato un risultato migliore, raddrizzando il bilancio settimanale: gli Usa riescono infatti a chiudere a +1,04%, l’Europa a +1,33%. Un risultato confortante, ma che ancora non fuga interamente i dubbi sulla futura evoluzione dei listini, anche alla luce di segnali macroeconomici ancora contraddittori. Quanto a Piazza Affari, non è riuscita a seguire l’andamento europeo e chiude addirittura in leggero calo (l’indice S&P Mib segna -0,07%). L’instabilità generale dei listini mondiali è risultata amplificata per alcuni settori, come quello delle banche d’affari, che per il tipo di attività svolta sono particolarmente sensibili all’evoluzione dei mercati; ciò nonostante, il settore finanziario europeo riesce a mantenersi a galla e chiude la settimana in sostanziale pareggio (-0,11%). Settimana di alti e bassi anche per i prezzi delle materie prime: se da un lato i titoli energetici (+2,28%) e minerari (+2,9%) ne sono usciti decisamente bene, dall’altro ci sono settori come quello automobilistico che risentono delle tensioni sui prezzi: a tenere in pareggio il settore (che chiude a -0,08%) hanno tuttavia contribuito le dichiarazioni di gruppi come Peugeot (+1,8%) che ha confermato le previsioni di redditività per il semestre e General Motors (+13,8%) i cui sforzi di ristrutturazione sembrano più rapidi del previsto.

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