Analisi
Compass Group 11 anni fa - venerdì 26 maggio 2006
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Prezzo al momento dell'analisi (25/05/2006): 232,88 pence

Questa settimana introduciamo nella nostra selezione di azioni la britannica Compass – leader insieme alla francese Sodexho del settore della ristorazione per collettività – che dopo qualche anno difficile sembra aver ormai ritrovato il sentiero della crescita. Al prezzo attuale l’azione, che è conveniente, non tiene ancora conto delle buone prospettive offerte dalla ristrutturazione in corso, che dovrebbe venir rafforzata anche dai cambiamenti al vertice.
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Una crescita interrotta

· Negli anni ‘90, in un settore della ristrutturazione per collettività in piena evoluzione, con un numero crescente di imprese che, per risparmiare, incominciavano a delegare sempre di più a terzi la preparazione dei pasti per i dipendenti, Compass ha rivaleggiato con la francese Sodexho per accaparrarsi nuove fette di mercato. In quegli anni, infatti, i clienti cambiavano raramente fornitori (il 95% circa restavano fedele al proprio) e la sfida principale per i gruppi del settore era quindi quella di occupare più terreno possibile. Ma se le maggiori dimensioni consentivano di strappare prezzi migliori per l’approvvigionamento (39% dei costi totali di Compass), la corsa alla conquista di nuove quote di mercato spingeva a ridurre i prezzi – mettendo a rischio la redditività dei contratti – e a pagare troppo care le acquisizioni.

· Di conseguenza, quando a partire dal 2001 il mercato del lavoro è peggiorato, i fondi per la ristorazione sono stati ridotti e, al contempo, il gruppo ha dovuto fare i conti con l’aumento dei costi salariali (40% dei costi totali), il fallimento del suo principale fornitore nel Regno Unito e le diverse crisi alimentari, Compass ha cominciato a perdere terreno. Così tra il 2000/01 e il 2004/05, nonostante un fatturato in crescita del 45%, l’utile per azione e la liquidità generata sono rimasti al palo mentre il margine industriale è sceso dal 7,7% al 5,3%. A settembre 2004 il gruppo è stato così costretto a lanciare un primo avvertimento sui risultati (poi seguito da altri due) che ha fatto perdere al titolo il 20% in una sola seduta. Ancora oggi il suo prezzo resta inferiore del 50% rispetto a quello del 2001.

Ripresa in vista

· Siamo ottimisti per il futuro. Il gruppo ha infatti intrapreso delle misure per migliorare la situazione e riguadagnare la fiducia degli investitori. Innanzitutto, tutti i contratti sono stati rivalutati e quelli non redditizi (come un grosso contratto militare in Medio Oriente) sono stati abbandonati. A giugno verrà inoltre ceduta a un buon prezzo (1,8 miliardi di sterline) la controllata SSP (ristorazione in concessione in aeroporti, stazioni, autostrade). Il risultato 2005/06 ne soffrirà, ma i frutti della vendita verranno in parte ridistribuiti agli azionisti attraverso l’acquisto di azioni proprie (per 500 milioni di sterline scaglionare su 12-18 mesi) e l’indebitamento del gruppo verrà ridotto; questo dovrebbe permettere di continuare a distribuire un dividendo generoso. Dato che Compass continuerà a rifornire le concessioni di SSP, continuerà anche a poter godere di economie di scala a livello di costi di approvvigionamento.

· La ristrutturazione in corso potrebbe infine venir accelerata dall’arrivo alla guida del gruppo di un nuovo vertice, artefice della profonda ristrutturazione della britannica BPB (gesso).

Ancora opportunità di crescita

Anche se il settore della ristorazione collettiva ha raggiunto una certa maturità, rimangono comunque delle opportunità di crescita: in Germania e in Giappone – dove Compass è poco presente – le imprese e le amministrazioni delegano ancora poco a terzi la ristorazione dei dipendenti. A livello mondiale, permangono opportunità di sviluppo nelle scuole, ma anche negli ospedali e nelle case di riposo (più difficili da conquistare viste le esigenze in materia di salute), dove solo circa il 30% dei pasti viene dato in subappalto (contro il 74% di società e amministrazioni).

La nostra valutazione

· Abbiamo fissato a 3 il livello di rischio, in modo da tener conto in particolare dei sospetti di irregolarità nell’ottenimento di un contratto con l’ONU (che rappresenta comunque una parte marginale delle vendite).

· Il gruppo sta attuando una ristrutturazione importante e i nuovi vertici dovrebbero consentirgli di accelerarla. Anche se nel primo semestre dell’esercizio in corso (chiusura il 30/09) la redditività ha subìto un calo, il secondo semestre si annuncia migliore con un margine industriale (rapporto tra utile industriale e fatturato) atteso in crescita nel Regno Unito e stabile nel resto del mondo. Il gruppo conta inoltre su riduzioni dei costi per 2,4 pence per azione e su una crescita delle liquidità disponibili: degli obiettivi che ci sembrano credibili.

· Stimiamo un utile per azione di 14,3 pence per il 2005/06 e di 15,7 pence per il 2006/07. Il dividendo offre attualmente un rendimento lordo di circa il 4%.

Fatturato

Per settore

in %

Società, amministrazioni

36

Aeroporti, stazioni, autostrade (concessioni; in via di cessione)

14

Ospedali, case di riposo

13

Scuole

11

Sport e divertimento

10

Distributori automatici

8

Difesa

8

Per regione

in %

Nord America

32

Europa continentale

30

Regno Unito

23

Resto del mondo

15

 

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