Analisi
Economie e mercati 11 anni fa - lunedì 22 maggio 2006
Salgono i prezzi nel Vecchio continente: i consumatori potrebbero spendere di meno. Al rialzo anche i prezzi al consumo e alla produzione Usa. Rallenta la crescita economica giapponese.

IN EUROPA

Aprile più "caro" per i consumatori del Vecchio continente. Il continuo aumento del pezzo del petrolio – e dei prodotti energetici ad esso correlati – ha spinto al rialzo i prezzi al consumo di Eurolandia, saliti del 2,4% annuo (2,2% in marzo) e dello 0,7% mensile. Nella stessa direzione si sono mossi i prezzi di tutte le principali economie dell'eurozona. In Italia viene confermata la stima preliminare dell'Istat: l'inflazione è stata del 2,2% annuo e dello 0,3% mensile. Più contenuta, ma sempre in aumento, la dinamica annua dei prezzi in Germania e in Francia. Entrambi i Paesi hanno registrato un'inflazione mensile dello 0,4%, ma il secondo ha visto i propri prezzi salire dell'1,7% annuo (il 2% in Germania), grazie alle riduzioni registrate nelle telecomunicazioni, che hanno in parte compensato gli aumenti dei beni energetici, dei manufatti e dei servizi. Spesa più cara anche nel regno di sua maestà britannica: in aprile l'inflazione è stata del 2% annuo e dello 0,6% mensile. Con i prezzi in aumento, la spesa per consumi è attesa ovunque in riduzione. Cali più consistenti si prevedono però in Germania, a causa delle maggiori pressioni fiscali, decise dal governo tedesco per ridurre il deficit di bilancio. La fiducia degli investitori tedeschi ne ha risentito in modo sensibile e lo Zew, a maggio, è sceso a quota 50 (60 le attese), contro 62,7 del mese precedente. Se l'inflazione scontenta i consumatori, sorridono –  per ora – gli imprenditori: a marzo la produzione industriale europea è aumentata dello 0,4% mensile e del 3,8% annuo. Il dato è incoraggiante, se si considera la crescita nulla di febbraio.

NEL MONDO

Anche gli Usa, come i Paesi del Vecchio continente, in aprile hanno visto aumentare i prezzi al consumo e alla produzione, a causa dei continui aumenti registrati  nella quotazione del greggio. L'inflazione ha infatti incorporato pienamente il rincaro di prezzo della benzina ed è giunta allo 0,6% su mese e al 3,5% su anno. Stesso discorso per i prezzi alla produzione, che, sempre in aprile, sono saliti dello 0,9%: più dello 0,8% atteso dal mercato e dello 0,5% di marzo. Superiori alle attese, infine, anche la produzione industriale e il grado di utilizzo della capacità produttiva. La prima è aumentata dello 0,8% mensile (+4,7% annuo), mentre la seconda si è attestata all'81,9%. I dati sono da leggere in ottica dell'influenza che avranno sulle decisioni di politica monetaria che la Fed prenderà in occasione della riunione di fine giugno. Poiché la maggior inflazione è dovuta, prevalentemente, al lievitare della fattura energetica e l'economia Usa cresce meno del 2005, il mercato scommette su dei tassi ufficiali invariati nel breve periodo.
In rallentamento anche l'economica giapponese. Il Pil, nel primo trimestre di quest'anno, è cresciuto del 3,1% annuo ed è stata rivista al ribasso (dal 5,4% precedente al 4,3% attuale) la crescita del quarto trimestre 2005. La scorsa settimana, la Banca centrale giapponese ha dunque lasciato invariato il tasso di sconto, prossimo allo 0%. 

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