Analisi
Mercoledì nero per le Borse 11 anni fa - lunedì 22 maggio 2006
La salita dei prezzi negli Usa rievoca lo spettro dell’inflazione e i mercati scendono.

La salita dei prezzi negli Usa rievoca lo spettro dell’inflazione e i mercati scendono.

Mercoledì nero per le Borse, che segnano il risultato giornaliero più pesante degli ultimi mesi. A gelare i listini sono i dati sui prezzi alla produzione negli Usa, che riportano d’attualità i timori inflazionistici. Timori, tra l’altro, supportati dal fatto che l’economia Usa continua a crescere a ritmi superiori al Vecchio Continente (ne abbiamo tenuto conto anche nella nostra revisione delle previsioni macroeconomiche, vedi Soldi Sette n° 692). Lo scenario incerto e l’eventualità di una politica monetaria restrittiva da parte della Fed hanno quindi contribuito in maniera determinante al segno negativo non solo mercoledì ma nell’intera settimana: la Borsa Usa chiude a -1,87%, l’Europa a -3,34% (-3,42% Piazza Affari). Quanto alle notizie provenienti dalle società, la pubblicazione degli ultimi dati trimestrali ha mostrato conti in salute nonostante le difficoltà dell’economia (vedi alle pagine seguenti) ma non è bastata a sostenere i prezzi di Borsa. Il settore bancario, ad esempio, ha registrato nella quasi totalità dei casi utili in crescita grazie ai maggiori volumi di attività e alla riduzione degli accantonamenti (politica creditizia più attenta negli ultimi anni); ciò nonostante, il possibile rialzo dei tassi porta l’indice europeo di settore a perdere il 4,25% (-4,7% l’indice italiano nonostante il ritorno delle voci speculative). Altro settore in forte calo è quello automobilistico, che segna -3,87% sulla scia dei dati sulle immatricolazioni in Europa: in aprile le vendite di auto segnano un nuovo calo (-7,4%) rispetto allo stesso mese del 2005, con un andamento particolarmente negativo in Germania e in Italia. Fa però eccezione Fiat, che segna risultati in progresso in termini di vendite e quote di mercato. In crisi, infine, anche il settore energetico (-6,19%) trascinando in rosso anche il debutto di Saras: è invece andata meglio a Nice, che chiude il primo giorno di negoziazione a +8,8%.

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