Analisi
Tassi e valute 11 anni fa - lunedì 15 maggio 2006
La Fed ha elevato al 5% il proprio tasso ufficiale. Per giugno si attendono tassi Usa invariati, mentre un aumento dello 0,25% è atteso in Eurolandia.

Fed: dopo il rialzo, la pausa?

Si rafforzano le attese per un aumento del tasso di sconto in Eurolandia e alcuni esponenti della Bce, per giugno, parlano addirittura di una crescita di 0,5% punti, necessaria a contenere l'inflazione. Il mercato vede però più probabile un rialzo dello 0,25% e, la scorsa settimana, i tassi euro a breve hanno registrato una lieve salita. In aumento anche i tassi a medio/lungo termine. Nonostante le preoccupazioni destate dal caro-petrolio, l'economia europea dovrebbe infatti crescere in modo discreto. Oltreoceano, fino a metà settimana le attenzioni del mercato erano puntate alle decisioni che la Fed avrebbe preso in materia di politica monetaria. L'Istituto monetario si è comportato come previsto e ha elevato di 0,25 punti il proprio tasso ufficiale, ora al 5%. Molto interessanti le dichiarazioni del presidente Bernanke dopo la riunione. Sebbene abbia confermato i rischi inflazionistici derivanti dal caro-petrolio e dall'elevato uso della capacità produttiva, ha preferito "non impegnarsi" sulle future mosse di politica monetaria: le decisioni verranno dunque prese di volta in volta in base ai dati macroeconomici disponibili, con particolare attenzione all'andamento dell'occupazione e dell'inflazione. Noi cosa prevediamo? Che i tassi Usa saliranno ancora, ma non subito. Nel breve periodo ci attendiamo infatti una pausa, considerato che l'economia d'oltreoceano dovrebbe crescere anche nel secondo semestre 2006, ma a un ritmo più lento. Così la pensa anche il mercato e i tassi Usa a breve sono rimasti invariati, mentre quelli a medio/lunga sono saliti lievemente. Sul fronte valute, cambio euro/dollaro oscillante fra 1,27 e 1,28 dollari per un euro. Secondo noi il biglietto verde potrebbe soffrire nel breve periodo, a causa dell'assottigliarsi del differenziale dei tassi Usa/area euro. Nel medio termine dovrebbe però riconquistare terreno, sostenuto da una crescita economica Usa che si conferma solida e superiore a quella di Eurolandia. Continuiamo dunque a consigliarvi i bond in dollari americani.

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