Analisi
Economie e mercati 11 anni fa - lunedì 26 giugno 2006
Nonostante le difficoltà continua la crescita economica di Eurolandia.

IN ITALIA

Nei primi quattro mesi del 2006 il deficit della bilancia commerciale italiana si è attestato a 11 miliardi di euro, in sensibile peggioramento rispetto ai -5,9 miliardi del corrispondente periodo 2005. Stesso discorso se si considera il saldo del commercio estero verso i Paesi dell'Unione europea: -1,6 miliardi, contro -1,1 miliardi dello scorso anno. A determinare il peggioramento sono state soprattutto le importazioni di prodotti energetici (gas e petrolio), che hanno rappresentato il 16,1% delle importazioni totali, contro l'11,8% del primo quadrimestre 2005. Se delude il commercio con l'estero, buone notizie giungono invece dal mercato del lavoro: nel primo trimestre di quest'anno il tasso di disoccupazione è sceso al 7,4%, raggiungendo il più basso livello dal 1992. Si tratta di 0,2 punti in meno rispetto al trimestre precedente e di 0,6 punti in meno sul primo trimestre 2005. L'Istat – l'Istituto italiano di statistica – ha però precisato che l'aumento dell'occupazione (+1,7% trimestrale) ha riguardato prevalentemente la forza lavoro costituita da stranieri. Contraddittori sono stati invece i dati provenienti dall'industria: gli ordini industriali sono cresciuti in aprile del 6,8% (+9,7% la crescita annua), mentre il fatturato ha messo a segno una flessione dell'1,9% (-0,6% annuo). Ne ha risentito in modo sensibile la fiducia dei consumatori, il cui indice, a giugno, è sceso a quota 106,8 da 107,6 di maggio. A pesare sulla fiducia dei consumatori sono state anche le notizie tutt'altro che brillanti sui conti pubblici italiani.


IN EUROPA E NEL MONDO

La disoccupazione di Eurolandia è scesa in aprile all'8% dall'8,7% di un anno prima. L'aumento di occupazione è però avvenuto, prevalentemente, con contratti a bassa retribuzione, che suscitano qualche dubbio sul futuro andamento dei consumi nel Vecchio continente. Qualche preoccupazione in più desta il commercio con il resto del mondo: in aprile, ha evidenziato un deficit di due miliardi di euro, contro un avanzo di 0,6 miliardi del mese precedente e di 1,6 miliardi di aprile 2005. Nonostante questi dubbi, il presidente della Bce, Jean Claude Trichet, ha espresso ottimismo per il futuro economico di Eurolandia, la cui crescita, sebbene debole, va sempre più rafforzandosi. In Francia, ad esempio, il Pil è cresciuto nel secondo trimestre dello 0,6% (+0,5% il precedente e +2% atteso per fine anno) e le spese delle famiglie continuano a sostenere l’attività economica (il dato di aprile è stato rivisto al rialzo da +0,2% a +0,9%). Trichet ha invece espresso preoccupazioni per l'effetto che il caro petrolio sta avendo sulla dinamica dei prezzi. In Germania i prezzi alla produzione sono infatti saliti a maggio dello 0,1% mensile e del 6,2% annuo: il più alto aumento degli ultimi 24 anni. Negli Usa, l’unica novità macroeconomica della scorsa settimana viene dagli ordini di beni durevoli, scesi a maggio dello 0,3%, contro un'attesa di +0,8%.

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