Analisi
Mondiali 2006: birra e pizza per tutti... 11 anni fa - lunedì 12 giugno 2006
...tifando per gli azzurri davanti alla TV! I mondiali sono iniziati, e abbiamo deciso di celebrarli a modo nostro proponendovi una carrellata sulle società del settore Alimentari e bevande scelte in base ciò che si beve/ mangia davanti alla partita in tivvù. Quali sono i birrifici quotati? E le pizzerie? I produttori di bibite?

 ...tifando per gli azzurri davanti alla TV! I mondiali sono iniziati, e abbiamo deciso di celebrarli a modo nostro proponendovi una carrellata sulle società del settore Alimentari e bevande scelte in base ciò che si beve/ mangia davanti alla partita in tivvù. Quali sono i birrifici quotati? E le pizzerie? I produttori di bibite?

Siamo di fronte a un piccolo mondo di piccole società? Tutt'altro: in questi settori, dopo anni di fusioni e di aggregazioni. si nascondono società di primissima importanza. Vi forniamo i loro numeri chiave e qualche spunto per decidere se investirvi o meno.

Una familiare di Peroni gelata

· Alcuni ricordano la scena del Secondo tragico Fantozzi, quando Villaggio si prepara ad assistere alla partita in vestaglione di flanella accanto a una frittatona di cipolle e una familiare di Peroni gelata. Pochi forse sanno che la Birra Peroni non è più italiana e che da qualche tempo è controllata dal gigante sudafricano SabMiller. Ma anche altre birre italiane sono finite in mano straniera: la Wuhrer (nome straniero, ma origini bresciane) e la Raffo (tarantina) sono sempre di SabMiller, la Moretti (udinese) e la Dreher (triestina) sono del gruppo olandese Heineken, la Splugen e la Poretti (varesine) sono del gruppo danese Carlsberg. Rimangono italiane poche birre tra cui l'altoatesina Forst (non quotata, ma della famiglia altoatesina Fuchs) e la piemontese Menabrea, che fa parte del gruppo Forst.

· Impossibile, dunque, per un investitore, acquistare titoli di birrifici italiani, dato che i pochi rimasti non sono quotati. Tuttavia è possibile puntare sui grandi gruppi internazionali.

Grandi società

· I produttori di birra sono società di grosse dimensioni che hanno in portafoglio numerosi marchi globali e locali di birra. Qui di seguito vi indichiamo le più importanti. Per le società che seguiamo regolarmente all'interno della nostra selezione trovate anche una valutazione e un consiglio. Per le altre società potete trovare, invece, in tabella alcune informazioni utili per una loro valutazione.

· Anheuser-Busch (45,21 dollari) è una società americana che produce la Budweiser (sponsor tra l'altro, dei mondiali di Germania con gran dispiacere dei tedeschi).

· Carlsberg (398 corone danesi) è una società danese quotata a Copenhagen (ci sono due tipi di azioni le A e le B, il prezzo sopra è delle B) che produce oltre alla birra omonima, anche la Tuborg. Insieme a Scottish & Newcastle (vedi oltre) controlla Baltic Beverages Holding (Bbh), uno dei primi 10 produttori di birra al mondo attivo in Russia (Baltika e altri marchi), Ucraina, Paesi baltici.

· Diageo (906 pence) è una società inglese quotata a Londra e New York attiva nel settore delle bevande alcoliche (Smirnoff, Bailey's...), la citiamo in questa rassegna perché possiede un marchio dal valore fortemente simbolico: quello dell'irlandese Guinness. Entra nella nostra selezione da questa settimana. Sul nostro sito www.altroconsumo.it/finanza trovate un profilo di questo titolo che è conveniente e che potete acquistare.

· Heineken (31,36 euro) è una società quotata ad Amsterdam e ha in portafoglio molti marchi oltre a quello che le dà il nome (Amstel, Adelscott...). Fa parte della nostra selezione e ottiene una valutazione pari a cara/vendere.

· InBev (35,45 euro) è il primo produttore di birra al mondo. Nata nel 2004 dal matrimonio tra Interbrew e Ambev ha in portafoglio marchi quali Stella Artois, Beck's, Labatt e Franziskaner. Come Heineken è presente nella nostra selezione e ottiene una valutazione pari a cara/ vendere.

· Modelo (37,78 pesos messicani), quotata a Città del Messico, è produttore di una birra molto nota in Italia (la Corona) oltre che di marche meno note da noi (Modelo, Pacifico), ma che ne fanno comunque uno dei primi dieci produttori mondiali.

· Molson Coors (67,96 dollari) è una società canadese (marchi Molson Canadian, Coors light, Carling) quotata a New York e a Toronto.

· SabMiller (958 pence) è una società sudafricana quotata a Johannesburg, ma anche a Londra, che oltre alla nostra Peroni ha in portafoglio diversi marchi (tra cui Miller Genuine Draft e Pilsener Urquell) e produce birra un po' ovunque nel mondo.

· Scottish & Newcastle (504 pence) è una società inglese quotata a Londra sotto il cui cappello, tra gli altri, finiscono i marchi Kronembourg e Foster's. Insieme alla Carlsberg, come abbiamo visto, controlla la russa Bbh.

GLI ITALIANI BEVONO POCA BIRRA

Con circa 30 litri l'anno siamo il Popolo europeo che beve meno birra (in litri anno pro capite).

NB: I dati di bilancio sono nella valuta in cui è espresso il prezzo. Per le società non in selezione (distinte da *) abbiamo usato i dati del consensus IBES. PN indica il patrimonio netto: il valore della società se chiudesse in quel momento e se tutti i beni potessero essere liquidati al valore in bilancio. I rapporti indicano quante volte pagate gli utili (P/U= Prezzo/utile), o il Patrimonio netto (P/PN= Prezzo/Patrimonio netto). Più il rapporto P/U '06 e/o il rapporto P/PN è basso, più il titolo è interessante; per le società comprese nella nostra selezione consideriamo anche altri dati: per saperne di più potete andare al link http://www.altroconsumo.it/finanza/map/show/266010/src/4782523.htm. (1) non è uno specifico produttore di birra, ma lo citiamo per il marchio Guinnes che ha in portafoglio. Il suo anno fiscale finisce il 30 giugno, per cui i dati citati sono 2005/06 e 2006/2007. Al nostro sito www.altroconsumo.it/finanza trovate un profilo su questa società.


 

 

QUOTE DI MERCATO DELLE BIONDE

Dopo anni di concentrazioni industriali nel settore, i primi dieci produttori di birra pesano per circa il 60% della produzione mondiale.

Pizza, che passione!

· Certo che davanti alla partitona di pallone una pizza uno se la mangia volentieri. Magari per non fare fatica a cucinarsela da sé si scelgono quelle surgelate della Buitoni.

· Buitoni, ahinoi, non è quotata, ma è quotata la società che possiede il marchio Buitoni, la svizzera... Nestlé (366,25 franchi svizzeri) che, ovviamente, trattandosi di uno dei principali produttori mondiali di cibo vi può accompagnare fino ai tempi supplementari (e al dolce) con gli altri marchi italiani che si è acquistata (Motta, Perugina, Antica gelateria del corso... come vedete di italiano è rimasto ben poco in tavola). Tuttavia un conto è la tavola e un altro conto sono gli investimenti. Con utili attesi per il 2006 di 22,3 franchi svizzeri (saranno 24,1 nel 2007) il titolo ha una valutazione pari a correttamente valutato e lo potete, al più mantenere, ma non acquistare.

· Restando nel campo della pizza può darsi che scendiate a comprarla allo Spizzico sotto casa. Il marchio Spizzico è dell'italiana Autogrill (11,84 euro euro), società divenuta famosa per la ristorazione autostradale italiana, oggi è un gruppo internazionale attivo, oltre che in Italia e in Europa, pure negli Stati Uniti dove produce circa la metà del suo fatturato. Le nostre attese di utile sono pari a 0,61 euro per azione nel 2006 e 0,67 nel 2007. Inutile dire che, anche qui, ai prezzi attuali, il titolo risulta caro. Chi lo ha lo venda.

· Nata in Italia, la pizza ha ovviamente avuto un gran successo anche negli altri Paesi europei, tra cui la Spagna, dove esiste addirittura una società quotata alla Borsa di Madrid che vi consegna la pizza a domicilio. Si chiama Telepizza (2,63 euro) e a fronte di un utile per azione di 0,099 euro per il 2006 e 0,106 per il 2007 ai prezzi attuali è addirittura molto cara (vendere).

· Per gli amanti dello snack non resta quindi che consolarsi con un panino (marchio Spanino) o un tramezzino (Harry's bar) della Montana, del gruppo Cremonini (2,137 euro). La società, nota anche per i marchi Chef Express e per il distributore di prodotti alimentari Marr con un utile per azione previsto per il 2006 di 0,175 euro (0,2 euro nel 2007) ai prezzi attuali è conveniente e la potete acquistare.

...e per finire: bollicine!

· Dopo la birra e la pizza non si possono dimenticare i più piccoli che si godranno senz'altro la partita in compagnia di una Coca, di un Chinotto o, per i più lombardi, di una bella spuma.

· Anche il mondo delle bevande gassate italiane è tutto un programma: la maggior parte, infatti, sono finite all'estero. Aranciata e Chinotto Sanpellegrino sono in mano alla già citata Nestlé.

· La Spuma e la RC Cola sono invece prodotti dall'italiana Spumador che, tuttavia proprio italiana non è. Infatti gli azionisti hanno ceduto il controllo a Lehman Brothers Merchant Banking, parte dell'americana Lehman Brothers una delle principali società finanziarie del mondo. Siamo al di fuori del settore alimentare. In genere quando grandi finanziarie acquistano il controllo di una società operativa lo tengono fino al momento di valorizzarlo. Per ora, però, in Borsa la Spuma non si può acquistare.

· In materia di soft drink l'italianità è rimasta almeno in casa Lemonsoda e fratelli (Oransoda, Pelmosoda...), come in casa Crodino. Infatti il proprietario dei marchi è l'italiana Campari (7,545 euro), famosa più che altro per i suoi alcolici. Purtroppo anche qui c'è da restare a bocca asciutta. Ci attendiamo un utile per azione di 0,42 euro nel 2006 e di 0,39 euro nel 2007, e i prezzi di Borsa ne tengono già ampiamente conto: il titolo risulta, quindi, caro. Chi lo ha lo venda.

· Nel mondo delle bibite ci mancano la Coca Cola, la concorrente Pepsi Cola e le bibite a marchio Schweppes. Come nel caso delle birre, della prima (che è nella nostra selezione) vi forniremo attese di utile e consiglio. Per le altre due trovate nella tabella in fondo i dati salienti di bilancio.

· Coca Cola (43,55 dollari) è quotata alla Borsa di New York e in Italia è nota oltre che per la bibita omonima, anche per Fanta, Sprite e Kinley. È uno dei giganti mondiali delle bevande. Ci attendiamo un utile per azione di 2,25 dollari per il 2006 e di 2,4 dollari per il 2007. Ai prezzi attuali, purtroppo, è solo correttamente valutata. Chi ha il titolo lo può, dunque, mantenere.

· Pepsico (59,93 dollari) è quotata anch'essa a New York con una capitalizzazione di poco inferiore a quella di Coca Cola ed è nota da noi per i marchi Pepsi Cola e 7 Up.

· Concludiamo, quindi, la nostra rassegna con Cadbury Schweppes (508 pence), quotata a Londra e nota per i prodotti a marchio Schweppes.

 

BOLLICINE ANALCOLICHE

 

Pepsico *

Cadb. Schw. *

Borsa

New York

Londra

Prezzo

59,93 dollari

508 pence

Var. 12 m.

+3,8%

-7,1%

Utile '05

2,39

33,8

Utile '06

2,95

33,5

P/U '05

25,1

15

P/U '06

20,3

15,2

P/PN

6,9

3,8

NB: per le note vedi quanto abbiamo scritto in nota alla tabella alla pagina precedente.

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