Analisi
Tassi e valute 11 anni fa - giovedì 1 giugno 2006
In attesa che la Bce decida le sorti di politica monetaria di Eurolandia, i tassi euro sono saliti su tutte le scadenze. In aumento anche i tassi Usa.


Si scommette sul rialzo della Bce

Il mercato sembra proprio non avere dubbi e, durante la riunione mensile che si terrà il prossimo 8 giugno, si attende un rialzo di 0,25 punti del tasso di sconto (che salirebbe al 2,75%) da parte della Bce. A eliminare ogni incertezza su quella che sarà la decisione dell'Istituto monetario europeo, sia i recenti dati sull'inflazione – in aprile è salita al 2,4% e, in base alle prime stime di Eurostat, a maggio si è portata al 2,5% – sia la crescita della liquidità in circolazione: +8,8% in aprile (+8,4% la crescita media dell'ultimo trimestre), contro l'8,5% di marzo. Con queste premesse, sono aumentate non solo le probabilità di un rialzo del tasso di sconto nella riunione di giovedì, ma anche quelle di un irrigidimento della manovra rialzista della Bce, che dovrebbe tradursi in nuovi aumenti sempre di 0,25 punti, ma più ravvicinati. Sul mercato, i tassi euro a breve, incorporato queste attese, si sono spostati verso l'alto. Sorretti dai buoni dati occupazionali francesi e tedeschi e dalla crescente fiducia per il futuro economico europeo (vedi In Europa e nel mondo) anche i tassi a medio/lunga scadenza sono saliti. Settimana di rialzi anche per i tassi Usa di tutte le scadenza. Oltreoceano domina ancora l'incertezza su quelle che saranno le decisioni di politica monetaria della Fed. Poiché il mercato, in maggior misura, propende oggi per un aumento di 0,25 punti anche nella riunione di fine giugno – il tasso di sconto salirebbe al 5,25% – i tassi Usa a breve si sono spostati verso l'alto. E i tassi a medio/lunga scadenza? Sono anch'essi saliti, visto che l'indebolimento del biglietto verde sulla nostra moneta dovrebbe privilegiare le esportazioni americane, ostacolando l'atteso rallentamento della crescita economica statunitense. Sul fronte valutario, settimana iniziata all'insegna dello stallo per il cambio euro/dollaro. Successivamente il biglietto verde si è deprezzato avvicinandosi a 1,29 sull'euro, quando le notizie giunte dal Vecchio continente hanno lasciato ben sperare per il futuro economico di Eurolandia.

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