Analisi
Economie e mercati 11 anni fa - lunedì 24 luglio 2006
Continua la crescita dei prezzi italiani, saliti a giugno al massimo livello degli ultimi due anni. Cresce - al momento - l'economia europea. Quella Usa viaggia a pieno regime.

IN ITALIA

Secondo l'Istat – l'Istituto italiano di statistica – a giugno l'inflazione italiana è salita al 2,3% annuo dal 2,2% di maggio: il più alto valore da agosto 2004. Rispetto al mese precedente i prezzi sono cresciuti dello 0,1%. L'accelerazione dell'inflazione è dovuta, prevalentemente, al rialzo registrato nel settore dei prodotti energetici (+11,2% annuo il prezzo della benzina e + 11% quello del gasolio) e alimentari (+0,3% mensile e +1,3% annuo), mentre un effetto di contenimento è giunto dal settore dei servizi, dove i prezzi sono scesi proseguendo la tendenza del mese precedente. L'inflazione calcolata col metodo europeo è stata invece dello 0,1% mensile e del 2,4% annuo. I timori del mercato sono che l'accentuarsi delle pressioni inflazionistiche possa tradursi in una riduzione del reddito delle famiglie disponibile per i consumi. Se i prezzi preoccupano, buone notizie giungono dal settore industriale. A maggio il fatturato – le vendite delle aziende – sono  salite del 12,2% annuo e del 3,3% mensile, grazie alla buona performance registrata nel settore auto, dove il fatturato è aumentato del 37,7% su maggio 2005. Sempre a maggio in aumento anche gli ordini industriali (le vendite di domani), che hanno messo a segno un +16,1% annuo. Bene anche la fiducia dei consumatori che, a luglio, è salita a quota 108,7 da 106,9 del mese precedente. Ottimismo è stato espresso soprattutto per il breve termine.

IN EUROPA E NEL MONDO

Il dato di maggio sulla produzione industriale europea (+1,6% sul mese precedente) conferma la crescita economica del Vecchio continente dove, tuttavia, non mancano le preoccupazioni. L'inflazione europea anche a giugno si è infatti confermata sopra l’obiettivo del 2% fissato dalla Bce – la Banca centrale della zona euro - con un +2,5% annuo. Qualche preoccupazione giunge anche dalla Germania dove, a luglio, la fiducia degli investitori tedeschi sul futuro della loro economia è scesa a 15,1 punti dai 37,8 del mese precedente. A penalizzarla sono stati il caro-petrolio e i negativi effetti attesi sui consumi dall'aumento dell'Iva. Sempre a causa del caro petrolio sono lievitati a giugno i prezzi alla produzione tedeschi (i prezzi pagati dalle aziende produttrici): +0,3% mensile e +6,1% annuo. Intanto l'economia Usa continua a correre a pieno regime. A giugno la produzione industriale americana ha registrato un nuovo, inatteso, aumento: +0,8% mensile. Superiore alle attese anche il grado di utilizzo della capacità produttiva (indice della saturazione degli impianti di un Paese oggi e della sua inflazione domani), giunto all'82,4% dall'81,7% di maggio. Il mercato teme un surriscaldamento dell'economia e un intensificarsi delle pressioni sui prezzi. Sempre a causa del caro-petrolio a giugno sono saliti i prezzi alla produzione americani (+0,5% mensile) e l'inflazione (+0,2% mensile e +4,3% annuo).

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