Analisi
Royal Dutch Shell 11 anni fa - lunedì 31 luglio 2006
Obiettivi ambiziosi. I risultati del secondo trimestre sono superiori alle attese, ma la ripresa della produzione prenderà più tempo del previsto. Il titolo è correttamente valutato.

Obiettivi ambiziosi. I risultati del secondo trimestre sono superiori alle attese, ma la ripresa della produzione prenderà più tempo del previsto. Il titolo è correttamente valutato.

MANTENETE.

Durante il secondo trimestre, l’utile per azione è cresciuto di quasi il 45%, sempre sostenuto dal prezzo del petrolio (+35% in un anno). Ma la produzione di idrocarburi è scesa più fortemente del previsto (-8%), soprattutto a causa dei problemi politici in Nigeria e dei danni causati dagli uragani nel golfo del Messico. Quindi il gruppo è stato costretto a rivedere al ribasso, di circa il 4%, gli obiettivi di produzione per il 2006. Royal Dutch Shell rimane, in ogni caso, ottimista sui risultati per il resto dell’anno e si vuole dotare dei mezzi per raggiungerli. Gli investimenti dovrebbero toccare i 20 miliardi di dollari l’anno per i prossimi anni, un importo pari a quello dell’americana ExxonMobil, che, però è due volte più grande. Nel timore che il gruppo compia scelte azzardate, manteniamo il livello di rischio del titolo a 3. Per mantenere tranquilli gli azionisti, il gruppo prosegue il programma di riacquisto di un gran numero di azioni proprie (ha già riacquistato quasi il 2% del capitale nel primo semestre). Alziamo leggermente le nostre previsioni sugli utili per azione a 3,40 euro per il 2006 (contro i precedenti 3,33) e a 3,25 euro per il 2007 (contro 3,20).

Prezzo al momento dell’analisi: 28,03 euro.

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