Analisi
Economie e mercati 11 anni fa - lunedì 28 agosto 2006
Cresce la nostra economia, ma cala la fiducia degli imprenditori del settore manifatturiero. Il buon andamento economico di Francia e Germania sostiene la crescita di Eurolandia.

IN ITALIA

Dopo tredici mesi di continua crescita, a luglio la fiducia delle imprese manifatturiere italiane ha registrato una battuta d'arresto, col relativo indice sceso a 96,7 da 98,3 del mese precedente. A incidere negativamente sul morale degli imprenditori sono state le attese di minori livelli di produzione, dovuti a ordini di vendita in discesa. Se gli imprenditori manifatturieri sono pessimisti, più fiducia si registra invece nel settore dei servizi – a luglio l'indice è salito a quota 35 da 31 di giugno – sorretta sia dalle buone aspettative sul futuro andamento della domanda, sia dalla crescita della nostra economia. In base alle prime stime dell'Istat – l'Istituto italiano di statistica – il Pil italiano – tutta la ricchezza prodotta nel nostro Paese – è infatti cresciuto nel secondo trimestre di quest'anno dello 0,5% sul trimestre precedente e dell'1,5% sullo stesso trimestre 2005. Soddisfacente anche l'andamento della produzione industriale che, secondo l'Isae – l'Istituto di studi e analisi economica legato al Ministero del Tesoro – è cresciuta del 3,7% annuo nel mese di giugno e del 2,1% nel primo semestre 2006 sul corrispondente periodo del 2005. Anche per il terzo trimestre si attende un buon andamento della produzione industriale, tant'è che l'Isae ha già stimato un ulteriore sviluppo del 2,5% sul precedente. In questo scenario di crescita sono infine aumentate anche le retribuzioni contrattuali: +2,9% annuo nel mese di giugno.

IN EUROPA E NEL MONDO

Sono Francia e Germania, le due principali economie dell'eurozona, a sostenere la crescita economica del Vecchio continente: situazione confermata dai dati macroeconomici resi noti nell'ultimo mese. In Germania il Pil, prodotto interno lordo, – tutta la ricchezza prodotta nel Paese – è cresciuto nel secondo trimestre dello 0,9% sul precedente: oltre le attese del mercato orientate a un +0,8%. A dare una mano all'economia tedesca sono stati soprattutto i mondiali di calcio e la buona tenuta delle esportazioni. Ma cosa accadrà ai consumi con l'aumento dell'Iva deciso dal governo Merkel? Alcuni timori sono espressi dagli industriali e dagli investitori tedeschi, i cui indici di fiducia – rispettivamente l'Ifo e lo Zew – hanno registrato in luglio e agosto delle sensibili flessioni, anche per gli effetti frenanti sull'economia attesi dall'aumento dei tassi di interesse. Oltre alla Germania cresce anche l'economia francese, dove il Pil è aumentato nel secondo trimestre dell'1,1% sul precedente e del 2,6% sul secondo trimestre 2005: il maggior sviluppo dal quarto trimestre 2000. Le buone performance registrate dalle economie francese e tedesca stanno sostenendo la ripresa economica dell'intera zona euro, dove la Commissione europea ha elevato le stime di crescita del Pil per il terzo trimestre da +0,3-0,7% a +0,5-0,9%. La crescita del secondo trimestre è stata dello 0,9%. L'economia Usa prosegue intanto sulla strada della crescita, sebbene dei rallentamenti si stiano registrando. A determinarli sono l'indebolimento del mercato immobiliare, il caro petrolio e gli alti tassi di interesse.

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