Analisi
Total 12 anni fa - lunedì 7 agosto 2006
Piccola debolezza, ma transitoria. Il gruppo petrolifero francese ha fatto un peggio dei suoi pari nel secondo trimestre (diminuzione della produzione e debolezza dei risultati nel downstream). Ma le prospettive rimangono solide. Azione correttamente valutata.

Piccola debolezza, ma transitoria. Il gruppo petrolifero francese ha fatto un peggio dei suoi pari nel secondo trimestre (diminuzione della produzione e debolezza dei risultati nel downstream). Ma le prospettive rimangono solide. Azione correttamente valutata. MANTENERE.

Nel secondo trimestre, l’utile per azione è cresciuto solo del 14%, nonostante il prezzo del petrolio sia aumentato del 35%, ovvero una crescita inferiore a quella della concorrenza, questo è dovuto ad una netti diminuzione della produzione, provocata fra le altre cose dagli incidenti che hanno rallentato l’attività in Nigeria e da una serie di chiusure per ristrutturazione di alcuni impianti, chiusure già previste ma che hanno colpito la produzione nel Mare del Nord e in Angola. In ogni caso, Total rimane ottimista e conferma I suoi obiettivi: crescita media della produzione del 4% annuo fra il 2005 e il 2010, cioè una misura maggiore della maggior parte dei suoi concorrenti. Conta di raggiungere questo obiettivo grazie ad una forte crescita nel 2007, quando diventerà operativo un importante sito in Angola. Anche nel downstream (raffinazione e vendita) il secondo trimestre è stato debole, ma dovrebbe trattarsi di una fase transitoria: Total sconta il forte radicamento in Europa dove i margini sono meno favorevoli rispetto agli Stati Uniti. Quindi non è il caso di preoccuparsi: il gruppo rimane solido e prosegue il programma di riacquisto di azione proprie, a dimostrazione della sua fiducia. Prevediamo un utile per azione di 6 euro nel 2006 e di 5,8 nel 2007.

Prezzo al momento dell’analisi: 52,00 euro

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