Analisi
Dubbi amletici 11 anni fa - lunedì 25 settembre 2006
I dati macroeconomici diffusi in settimana non hanno aiutato le Borse a vedere chiaro sul futuro dell’economia americana.

I dati macroeconomici diffusi in settimana non hanno aiutato le Borse a vedere chiaro sul futuro dell’economia americana.

La Banca centrale americana ha lasciato invariati i tassi d’interesse: le Borse si aspettavano questa decisione. Ciò che quindi può aver reso più credibile agli occhi dei mercati quell’atterraggio morbido, ovvero un rallentamento della crescita, ma senza recessione, dell’economia Usa, è stato in realtà l’ulteriore calo del prezzo del petrolio (-2,81%): minori costi energetici significano infatti più utili per le società e meno stimoli all’inflazione. Ma quanto potrà realmente scendere ancora il greggio? C’è chi ritiene che le condizioni del mercato dell’oro nero non possano che portare a un ritorno alla crescita dei prezzi nel breve periodo. E quanto potrà quindi reggere l’economia Usa? I dati sulla fiducia delle imprese americane sulle prospettive della loro economia a breve termine sono stati fortemente negativi e hanno preoccupato i mercati. Scenario poco limpido, quindi, acuito dal peggioramento della fiducia degli investitori tedeschi sul futuro dell’economia teutonica, che si è riflesso in risultati settimanali fiacchi: New York ha chiuso con una flessione dello 0,39%, mentre il bilancio dell’Europa è di un -0,16%. Milano ha chiuso in linea con le altre Borse perdendo lo 0,10%. Il calo del petrolio ha trascinato giù, come prevedibile, il settore energetico (-1,95%) e quello delle materie prime (-2,17%), ma non è bastato a ridare un po’ di fiato né al settore auto (-0,42%) né a quello aereo (-1,25%). In terreno negativo il bilancio per i tecnologici, con il Nasdaq che ha chiuso con un -0,75% e con l’indice dei semiconduttori che ha perso il 2,79%, contrastati tra i risultati boom di Oracle (+7,41%), gli allarmi sul calo dei profitti di Yahoo! e gli scandali amministrativi del colosso Usa Hewlett-Packard (-2,96%). Grandi manovre nel settore farmaceutico (-0,80%) e biotecnologico (-0,47%) con la tedesca Merck Kgaa (+1,57%) che ha conquistato la concorrente svizzera Serono (+21,79%), mentre non ha giovato particolarmente al settore della vendita e distribuzione (-1,76%) la decisione del gigante Usa Wal-Mart (+0,15%) di tagliare i prezzi dei farmaci generici.

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