Analisi
Economie e mercati 11 anni fa - lunedì 4 settembre 2006
Cala in agosto la fiducia degli imprenditori e dei consumatori italiani. Settimana di dati in lieve discesa per l'economia tedesca. Va meglio alla zona euro nel suo complesso.

IN ITALIA

Secondo l'Isae – l'Istituto di studi e analisi economica legato al Ministero del Tesoro – la fiducia dei consumatori italiani è scesa in agosto a quota 108 dopo il picco registrato a luglio a 108,7. Più che di calo di fiducia sarebbe però corretto parlare di "normalizzazione dell'indice", considerato che il dato rilevato nel mese precedente risentiva dell'euforia del dopo mondiale. Stesso andamento al ribasso anche per la fiducia degli imprenditori che, sempre in agosto, è scesa a 94,4 da 96,1 di luglio. A determinare il calo sono state le minori attese di produzione e l'accumularsi delle scorte di magazzino, mentre a nulla è valso il buon andamento delle vendite al dettaglio – quelle dirette ai consumatori finali – cresciute a giugno dell'1,3% annuo e dello 0,1% mensile. Il positivo andamento delle vendite ha riguardato sia i prodotti alimentari (+2% annuo), sia quelli non alimentari (+0,8%). Si è invece confermata sui livelli di luglio l'inflazione che, in agosto, è stata pari al 2,2% annuo, come previsto. In perfetta linea con le attese del mercato anche l'andamento dell'Ipca – l'inflazione calcolata col metodo europeo – confermatasi in agosto al 2,3% annuo. Sul mese precedente i due tipi di inflazione hanno invece registrato, rispettivamente, un aumento dello 0,2% e un calo dello 0,3%. Novità, infine, dal mercato del lavoro, dove le retribuzioni contrattuali sono salite a luglio del 3% annuo e dello 0,5% mensile. Nel periodo gennaio-luglio l'aumento è stato del 2,6% sullo stesso periodo del 2005.

IN EUROPA E NEL MONDO

In Germania – la principale economia dell'eurozona – continua a scendere la fiducia dei consumatori che, per il mese di settembre, si è attestata a quota 8,6, inferiore al previsto. Ancora una volta sono state determinanti le minori possibilità di consumo, percepite con l'aumento dell'Iva deciso dal governo Merkel. In calo, a luglio, anche le vendite al dettaglio tedesche – quelle rivolte ai consumatori finali – che hanno registrato una flessione mensile dell'1,5%, mentre in agosto è rimasto invariato al 10,6% il tasso di disoccupazione. Se notizie non proprio incoraggianti sono giunte dalla prima economia di Eurolandia, un po' meglio è andata alla zona euro nel suo complesso. A luglio la liquidità in circolazione è salita del 7,8%, in rallentamento dall'8,5% di giugno (la crescita trimestrale è stata dell'8,3% contro l'8,7% rilevato il mese precedente). Il rallentamento è da interpretarsi positivamente: meno liquidità in giro vuol dire meno pressioni al rialzo sui prezzi. Non a caso, in agosto, l'inflazione della zona euro è scesa al 2,3% annuo, dal 2,4% di luglio e atteso dal mercato. Negli Usa è intanto scesa, ad agosto, la fiducia dei consumatori. Ad abbattere sensibilmente il morale degli americani – l'indice è passato da 107 di luglio a 99,6 di agosto – sono stati il caro-petrolio e i negativi effetti attesi sulla crescita economica (l'andamento del Pil –la ricchezza prodotta nel Paese – nel secondo trimestre è stato rivisto al rialzo dal 2,5% al 2,9%, ma pur sempre inferiore al +5,6% del primo trimestre). È invece sceso in agosto il tasso di disoccupazione: 4,7% dal 4,8% del mese precedente.

 

 

condividi questo articolo