Analisi
I giorni dello Zew 11 anni fa - lunedì 25 settembre 2006
La scorsa settimana ha visto uscire il brutto dato dello Zew (che misura la fiducia degli investitori tedeschi sul futuro della loro economia), ma anche dati positivi per la disoccupazione italiana.

La fiducia degli investitori tedeschi è crollata a picco, questo, per lo meno, quanto registrato dall'indice Zew, che a settembre è scivolato a quota -22,2 (un livello di pessimismo) contro il dato (-5,6) non brillante, ma comunque migliore di agosto. Spiazzati anche gli operatori che si attendevano un calo più contenuto a quota -6,9. A pesare sulle attese degli investitori tedeschi è la prospettiva che l'economia americana rallenti e che quella di Eurolandia non sia in grado di prenderne il testimone. Un calo dell'economia Usa non controbilanciato in Europa significa per i tedeschi il rischio di esportare meno e, visto che la forza dell'economia teutonica è nelle esportazioni, gli investitori non se ne rallegrano. In Italia invece è arrivata una buona notizia: la disoccupazione del Bel Paese è scesa ai minimi storici, ossia al 7%. Si tratta del dato migliore da quando ci sono le serie storiche, ossia dal 1992. In particolare gli occupati sono cresciuti del 2,4%, quindi il calo della disoccupazione non è un mero fatto statistico dovuto alla sfiducia di lavoratori che hanno rinunciato a cercare lavoro (e che escono, quindi dalle statistiche di disoccupazione), ma corrisponde anche a un lieve aumento del tasso di attività della popolazione (ossia del rapporto tra quanti, occupati e disoccupati, sono sul mercato del lavoro e l'intera popolazione italiana) salito al 63%. Infine la Banca d'Inghilterra ha fatto sapere che la decisione di mantenere i tassi fermi al 4,75% di venti giorni fa è stata presa all'unanimità.

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