Analisi
Banca Popolare di Milano 11 anni fa - lunedì 9 ottobre 2006
Da predatore a preda?

Da predatore a preda?

Prezzo al momento dell'analisi (06/10/2006): 11,02 euro

L’esclusione dai negoziati con Bpi ha tutt’altro che danneggiato Bpm in Borsa: il mercato ha infatti ricominciato a puntare su Bpm come possibile obiettivo di altri gruppi. Titolo correttamente valutato.
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Banca Popolare Italiana (Bpi) ha ridotto da 4 a 2 gli interlocutori con cui proseguire i negoziati per un’eventuale integrazione. La scelta è ricaduta sulla Popolare di Verona e Novara e sulla Popolare dell’Emilia Romagna, mentre BPU e Banca Popolare di Milano sono escluse. La notizia non ha tuttavia danneggiato Bpm in Borsa: anzi, il mercato l’ha accolta positivamente non solo perché l’integrazione sarebbe risultata problematica (Bpi ancora in fase di ristrutturazione), ma anche perché riapre le speculazioni sull’interesse di altri gruppi per Bpm. Speculazioni che trovano tuttavia un limite nelle regole di governo societario del gruppo che rendono improbabile una “scalata”. In ogni caso, anche da sola, Bpm rimane una società con conti in salute. L’utile semestrale è di 0,57 euro per azione, +62% sullo stesso periodo 2005. Un risultato dovuto non tanto al miglioramento della redditività quanto al maggior volume di attività (+17,9% la raccolta di capitali presso la clientela, +13,3% i prestiti concessi) che rende credibili gli obiettivi del piano industriale (crescita dell’utile del 15% medio annuo da qui al 2009). Stimiamo utili 2006 e 2007 rispettivamente di 0,87 e 0,95 euro per azione.

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