Analisi
Corsi e ricorsi 11 anni fa - lunedì 23 ottobre 2006
L'indice della Borsa Usa Dow Jones tocca i massimi storici, ma la settimana dei mercati si chiude con un bilancio che registra magri guadagni.

L’indice della Borsa Usa Dow Jones tocca i massimi storici, ma la settimana dei mercati si chiude con un bilancio che registra magri guadagni.

Era il gennaio del 2000 quando, preso dall’euforia, rivelatasi poi ingiustificata, per i titoli legati a internet, lo storico indice Dow Jones della Borsa Usa toccava i suoi record storici a quota 11.722,98 punti. A distanza di oltre sei anni, lo stesso indice, dopo aver battuto già un paio di settimane fa quel record che sembrava irraggiungibile, supera per la prima volta anche quota 12.000 proprio nella settimana caratterizzata dalla pubblicazione dei risultati trimestrali dei colossi mondiali della tecnologia. A ben guardare però non è che la settimana sia stata così brillante. A proposito dei tecnologici, a parte i risultati sopra le attese di Ibm e Google, le delusioni provenienti dai conti di Motorola (-9,89%), Yahoo! e Nokia (-4,23%) hanno finito per far attestare l’umore dei mercati in zona pessimista: l’indice mondiale dei semiconduttori ha lasciato sul terreno il 4,27% mentre quello che comprende le società di sviluppo di software e computer accusa meno il colpo chiudendo con un rialzo dello 0,14%. Ma anche per la generalità delle Borse, tra l’ulteriore risalita dei prezzi delle materie prime (+3,28% dopo il balzo del 6,62% di settimana scorsa) e l’annuncio di dati macroeconomici non così entusiasmanti, le cose non sono andate poi molto meglio. L’indice S&P500, che meglio fotografa rispetto al Dow Jones l’andamento della Borsa di New York, ha messo su un misero 0,22%, così come le Borse europee che chiudono, in media, la settimana con un progresso dello 0,18%. Tra le Piazze migliori Madrid (+1,14%) mentre Milano ha perso lo 0,28%. Nonostante i risultati boom delle banche americane, il settore perde a livello mondiale lo 0,94%, mentre i buoni risultati di alcune società come la svizzera Novartis (+4,82%) permettono al settore farmaceutico di archiviare un guadagno dell’1,50%. Infine, non spaventa la decisione dei Paesi produttori di tagliare l’offerta di petrolio il cui prezzo cala del 2,50%.

condividi questo articolo