Analisi
Ducati 11 anni fa - lunedì 2 ottobre 2006
Missione sopravvivenza

Missione sopravvivenza

Prezzo al momento dell'analisi (29/09/06): 0,73 EUR

Cassa integrazione e aumento di capitale gli strumenti usati da Ducati per dare ossigeno ai conti della società. Stimiamo una perdita di 0,09 euro per azione per il 2006 e di 0,07 euro per il 2007. Titolo molto caro.
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Non basta essere un marchio storico e produrre modelli in voga per mantenere una posizione dominante nel mercato motociclistico nazionale e internazionale. L’assalto delle motociclette di fabbricazione orientale, più economiche rispetto alle raffinate due ruote di produzione italiana, negli anni ha rosicchiato quote di mercato sempre più ampie alle case motociclistiche nostrane, finendo quasi per sostituire le Ducati nelle immatricolazioni in Italia e all’estero. Anche se i mesi primaverili sono di solito i più favorevoli per la vendita di moto, Ducati, rispetto al 1° semestre 2005, ha venduto in Europa il 22% in meno e ha perso il 17,5 % nel resto del mondo. I segmenti superbike, supersport e multistrada sono i più colpiti dalla perdita di quote di mercato, fino al 73% rispetto ai primi 6 mesi 2005: la società ha quindi ridotto la produzione del 6,4% rispetto ai primi 6 mesi 2005. Ducati ha chiuso il 1° semestre di quest’anno con un modesto utile, fatto però che non deve suscitare immotivate speranze: la diminuzione dei costi è infatti avvenuta oltre che con la riduzione di produzione, grazie alla cassa integrazione, indice preoccupante di crisi.

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