Analisi
Elica: aria nuova in cucina 11 anni fa - martedì 31 ottobre 2006
Sbarca a Piazza Affari la marchigiana Elica, uno dei numeri uno al mondo nel mercato delle cappe per cucina.

 

Ricetta italiana di successo

· Fondata nel 1970 in provincia di Ancona, Elica è riuscita in poco più di 30 anni a affermarsi come uno dei principali operatori a livello mondiale nel mercato delle cappe da cucina e in particolare come il numero uno in termini di vendite in Europa (quota di mercato del 51% e 85% dei ricavi del gruppo nel 2005). I suoi principali concorrenti sono l’americana Nortek, che presidia più del 90% del mercato Usa e la svizzera Franke (marchi Franke e Faber). Elica ha visto i suoi ricavi crescere a un ritmo medio del 13,2% annuo dal 1995 al 2005, mentre sullo stesso periodo il tasso di crescita medio annuo dell’utile industriale è stato del 22,6%.

· Elica produce e vende le sue cappe principalmente ai grandi operatori del settore dei beni di consumo (quasi il 70% del fatturato 2005) come Indesit, Electrolux e Whirpool che poi provvedono a loro volta a rivenderle ai clienti con il proprio marchio. Negli ultimi anni la società ha iniziato però a ricercare la vendita direttamente al cliente finale con una linea di cappe da cucina a marchio proprio (Elica, Elica Collection, Jet Air, Ariafina, Turbo Air), che vale circa il13% del fatturato 2005. La restante parte dei ricavi deriva dalla produzione e vendita di motori elettrici per cappe da cucina, ma anche per elettrodomestici e caldaie a uso privato.

Alimentando la brace della crescita

· Le azioni che verranno collocate sul mercato derivano per circa il 44% dalla vendita della quota in mano a fondi d’investimento mentre per la restante parte da un aumento di capitale che servirà, a nostro parere, a sostenere i progetti di crescita della società.

· Elica non ha infatti grandi debiti da rimborsare e presenta una struttura a livello patrimoniale, soprattutto nel rapporto tra crediti e debiti a breve termine, ben equilibrata.

· Il controllo dopo lo sbarco in Borsa resterà comunque saldamente nelle mani del gruppo d’imprenditori che guida la società e Elica dunque non sarà contendibile.

Un piatto ben cucinato, ma un po’ sciapo

· Raggiunta ormai la posizione di vertice a livello europeo e viste le difficoltà nello sfondare nel mercato americano, la corsa dei ricavi della società ha però iniziato a rallentare: nel 2005 i ricavi sono scesi dell’1,1% rispetto al 2004 mentre i primi sei mesi dell’anno, escludendo le acquisizioni di altre società, mostrano una crescita del 3,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso; valore che scende a un +1,6% se si considera solo il segmento della vendita delle cappe.

· La dipendenza da pochi grandi clienti è quindi uno dei punti di debolezza della società visto che alla minore domanda da parte di quest’ultimi va imputato il rallentamento delle vendite.

· Per questa ragione riteniamo che puntare sulla propria linea di prodotti, più profittevoli di quelli venduti col marchio di terzi, e crescere tramite acquisizioni, per le quali riteniamo verranno utilizzati i proventi dello sbarco in Borsa, sia una strategia vincente.

· Grazie alle società già acquistate nei primi sei mesi del 2006 il fatturato dovrebbe infatti fare a fine anno un balzo del 24% rispetto a fine 2005. Riteniamo inoltre che la strategia penalizzerà l’utile industriale nel 2006, che in percentuale del fatturato dovrebbe scendere dall’11,2% del 2005 al 10,8%, ma non nel lungo periodo, visto che tale valore dovrebbe già riportarsi all’11,5% nel 2007. Inoltre riteniamo che sempre nel lungo periodo questa politica di gestione dovrebbe garantire alla società tassi di crescita annui compresi tra il 4% e il 5%, perfettamente in linea con quelli attesi per il suo settore d’appartenenza.

· Sulla base di quanto detto stimiamo un utile per azione di 0,2 euro per azione nel 2006 (in linea con il 2005) e di 0,27 euro nel 2007: l’intervallo di prezzo indicato per l’offerta ci sembra, alla luce del confronto con le altre società del settore, valutare correttamente la società: sconsigliamo quindi al buon padre di famiglia di investirci.

· Elica è una società sana, ma poco profittevole e con una politica di dividendi allineata con quella del settore: non vi sono a nostro parere quindi particolari elementi, anche alla luce della non contendibilità, per stuzzicare gli appetiti degli speculatori ai quali sconsigliamo quindi di sottoscrivere queste azioni.

 

OPVS ELICA: I TERMINI  DELL’OFFERTA

Periodo di sottoscrizione

Fino al 7 novembre 2006

Intervallo di prezzo

4,4 – 5,6 euro

Lotto minimo

700 azioni

Valore lotto minimo

min 3.080 – max 3.920 euro

Mercato di quotazione

MTA - STAR

Data inizio negoziazioni

10 novembre 2006

 

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