Analisi
Non mancano i segnali di sereno 11 anni fa - lunedì 16 ottobre 2006
La scorsa settimana erano poche le notizie di peso, ma tutte quante erano migliori del previsto.

Lunedì scorso è stato reso noto il dato sulla produzione delle industrie tedesche ad agosto che mostra una crescita mensile (depurata del fatto che alcune produzioni han andamento stagionale) pari all'1,9%. Si tratta di un dato al di sopra delle attese degli operatori che si attendevano un più esiguo +0,3%. La notizia è importante perché, lo ricordiamo, la Germania è l'economia più grande della zona euro. Tuttavia non è l'unica buona: il giorno dopo al dato tedesco è stato, infatti, pubblicato, il dato italiano e anch'esso ha sorpreso (in positivo) gli analisti. Infatti la produzione delle industrie italiane (sempre depurata dalla stagionalità) nello stesso mese di agosto è salita dell'1,2% rispetto a luglio, contro attese dello 0,5%. Il dato raddolcise le attese di declino della crescita italiana atteso per l'ultima parte dell'anno. Infine i prezzi francesi a settembre sono calati dello 0,2% rispetto ad agosto, portando l'inflazione d'Oltralpe all'1,5% annuo. Anche qui gli analisti si attendevano peggio: una crescita dello 0,1% rispetto ad agosto (l'1,7% annuo). Tutti dati buoni, dunque, ma la lettura è improntata alla prudenza: se la congiuntura è migliore del previsto, la Banca centrale europea neppure settimana scorsa ha mancato di sottolineare i problemi strutturali di Eurolandia, primo tra tutti l'invecchiamento della popolazione che da qui al 2030 comporterà un aggravio di spesa per le casse degli Stati membri.

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