Analisi
Segnali di fiducia 11 anni fa - lunedì 2 ottobre 2006
La fiducia delle imprese italiane e tedesche resta su buoni livelli. L'elevata liquidità in giro per Eurolandia fa però temere per un prossimo rialzo dei tassi.

La scorsa settimana è stato reso noto che a settembre l'indice Ifo che misura le attese sull'economia degli imprenditori tedeschi è calato meno del previsto (a quota 104,9 anziché 104,4) restando su buoni livelli e sconfessando il pessimismo dell'indice Zew (dal significato simile) di cui abbiamo parlato settimana scorsa. Inoltre l’inflazione tedesca a settembre è calata dello 0,4% su agosto (le attese degli economisti erano di un -0,1%) portando il dato annuo al +1% dal +1,7% di agosto. Il motivo sta nel raffreddamento dei prezzi energetici. Il dato è importante: la Germania è la più grande economia europea e la dinamica dei suoi prezzi incide molto sulle decisioni della Bce (Banca Centrale Europea) che con prezzi più freddi in Germania ha meno tentazioni di rialzare i tassi. Tuttavia questo dato probabilmente influenzerà meno la Bce di quanto farà un'altra notizia: l'aggregato M3 (ossia la liquidità in circolazione in Eurolandia) è cresciuto dell'8,2% ad agosto rispetto al 7,8% di luglio. Questa forte crescita ha sorpreso gli operatori che si aspettavano sì una crescita, ma minore e ha così diffuso il timore che la Bce possa alzare i tassi a ottobre (più moneta circola, più c'è rischio di inflazione, più la Bce è chiamata a intervenire). Infine c'è una buona notizia dall'Italia: coerentemente con l'ottimismo sull'economia mostrato dall'indice Soldi Sette della fiducia dei risparmiatori (vedi a pagina 1), è cresciuta anche la fiducia delle imprese italiane e, a settembre, l'indice Isae che la misura è salito a quota 97,3 dopo il calo di agosto.

condividi questo articolo