Analisi
Usa e Australia volano 11 anni fa - lunedì 16 ottobre 2006
Buone notizie dagli Usa e dall'Australia, mentre in Giappone la ripresa è ancora fragile.

Le finanze pubbliche Usa sono in salute e il deficit pubblico (spese dello Stato che superano le entrate) nell'anno fiscale concluso il 30 settembre (è sfasato di 3 mesi) si è ridotto all'1,9% contro il 2,6% del 2005. Con un debito pubblico inferiore al 40% del Pil (la ricchezza prodotta dalla nazione in un anno) le finanze pubbliche Usa mostrano una salute che in Europa ci sogniamo e che dovrebbe puntellare le quotazioni del dollaro, messo sotto pressione dall'enorme deficit della bilancia commerciale (le importazioni di merci e servizi che superano, come valore, le esportazioni) che ad agosto ha raggiunto i 69,9 miliardi di dollari contro attese di 66,5 miliardi. Una buona notizia viene dall'Australia dove, a settembre, il tasso di disoccupazione è sceso ai minimi (4,8%) da 30 anni, dimostrando che l'economia rimane molto dinamica e che l'indebolimento della crescita che c'è stato nel 2° trimestre (solo +0,3%) è passeggero. Questo potrebbe rassicurare la Banca centrale che, per combattere l'inflazione (al 4%, contro il 2-3% obiettivo delle autorità) nella prossima riunione potrebbe rialzare i tassi rafforzando il dollaro australiano. Infine la Banca centrale del Giappone ha deciso di mantenere allo 0,25% i suoi tassi: contrariamente ai segnali che il mercato aveva intravisto nelle scorse settimane, sembra che la ripresa non sia sufficientemente forte e che da qui a fine anno i tassi resteran fermi.

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