Analisi
Ascopiave: gas a Nord Est 11 anni fa - martedì 28 novembre 2006
Come vi avevamo promesso abbiamo partecipato alla presentazione agli analisti della nuova matricola Ascopiave: ecco la nostra valutazione e cosa vi consigliamo di fare.

Gas veneto

· Ascopiave è una società attiva quasi esclusivamente nel mercato del gas (più del 97% dei ricavi del 2005): in particolar modo è al momento presente solo nelle attività di distribuzione, attraverso la sua rete di proprietà, e vendita a cliente finale del gas cha acquista dai grandi produttori e importatori come Eni e Edison.

· È una società radicata sul territorio: oltre il 90% del totale dei clienti è rappresentato da utenze domestiche così come oltre l’87% di questi è situato in Veneto. Il controllo della società è, prima dell’offerta, al 100% nella mani di una Holding costituita da 93 comuni, per la quasi totalità veneti.

· La società sbarca in Borsa offrendo azioni interamente derivanti da un aumento di capitale e destinati a progetti d’investimento che la portino a espandersi nella parte alta della filiera del gas, in particolar modo nell’import di partite di gas estero, in modo da diversificare le fonti del suo gas e ridurre la dipendenza dai fornitori italiani, e in progetti di stoccaggio del gas, e nella crescita mediante acquisizioni di altre realtà locali simili.

· Da un punta di vista patrimoniale la società è ben equilibrata e non eccessivamente indebitata: riteniamo quindi che effettivamente i soldi ricavati dallo sbarco in Borsa verranno utilizzati per sostenere la crescita del gruppo. Il recente accordo con l’algerina Sonatrach, uno dei grandi produttori al mondo di gas assieme alla russa Gazprom, permetterà a Ascopiave di avere garantita una bella fornitura di gas dal 2010 per i successivi 15 anni e rappresenta quindi uno dei primi passi concreti verso gli obiettivi dichiarati dal management.

Voglia di redditività

· In effetti la parte alta della filiera del gas è quella che offre i margini di redditività più elevati; margini che Ascopiave ha visto ridursi a partire dal 2005. Se infatti l’attività di distribuzione, i cui margini di guadagno sono di fatto fissati, in percentuale del fatturato, dall’autorità competente, è rimasta in termini di ricavi, e quindi di utili industriali, sostanzialmente stabile dal 2004, molto più peso hanno preso le attività di vendita (+16% nel 2005 rispetto al 2004 e quasi 4 volte in valore assoluto i ricavi dall’attività distributiva), più liberalizzate, e quindi dalla redditività più bassa per effetto della più serrata concorrenza. La società ha visto così il suo utile industriale scendere dell’11,5% dal 2004 al 2005 mentre i primi nove mesi del 2006 mostrano una flessione di tale valore dell’1,9% che passa però a un -14,5% se si tiene conto di accantonamenti fatti per un contenzioso con l’autorità del gas che riteniamo però possa risolversi a favore della società nel 2007.

· Tenendo conto inoltre del miglioramento dell’indebitamento nei primi nove mesi del 2006 rispetto allo stesso periodo del 2005 e quindi di una riduzione degli oneri finanziari e degli investimenti previsti a seguito dell’aumento di capitale, stimiamo per la società un utile per azione di 0,13 euro nel 2006, 0,15 euro nel 2007 e 0,17 euro nel 2008.

Un titolo per cassettisti

· Ascopiave verrà collocata a un prezzo compreso tra 1,6 e 2,15 euro per azione. Riteniamo che il prezzo più basso stimi correttamente le prospettive della società, mentre pensiamo che quello più elevato sia caro.

· Certo la società è sana, opera in un contesto comunque regolato e ha una storia di utili tutto sommato in stabile crescita. Inoltre, come tutte le altre società del settore, dovrebbe garantire, in termini di dividendi, un guadagno annuo compreso tra il 3 e il 4% (più un’azione “gratis” ogni 20 tra un anno per chi le manterrà nel periodo): in altre parole è il classico titolo da cassettisti.

· Secondo che gli standard che ci siamo fissati però, un titolo correttamente valutato è da mantenere, consiglio che ovviamente non si può applicare in questo caso, ma non da acquistare: il buon padre di famiglia non sottoscriva azioni di questa società tenendo presente anche che il prezzo potrebbe essere fissato a un livello più vicino al margine alto della forchetta.

· Un titolo da cassettista non dovrebbe per definizione stuzzicare gli interessi dello speculatore: del resto la società resterà non contendibile al termine del collocamento del mercato e il suo carattere legato alla pubblica amministrazione la rende in realtà a parer nostro preda difficile da conquistare. Inoltre, sempre per lo stesso motivo, se è vero che il settore di riferimento è in consolidamento, non ci aspettiamo grandi acquisizioni da parte del gruppo.

· C’è però un aspetto che riteniamo possa stuzzicare gli appetiti di chi è più propenso al rischio: il rapporto prezzo/valore contabile del titolo è, a seconda del prezzo di quotazione, mediamente compreso tra 1 e 1,2. Un buon valore!

· La valutazione di un titolo tiene conto di tanti altri fattori, ma come la storia dimostra, questo interessante valore può ingolosire più di altri gli operatori professionisti che puntano su un rialzo del prezzo che riporti il rapporto verso la media. Questo potrebbe avvenire anche per Ascopiave anche se magari un po’ di tempo dopo lo sbarco in Borsa: tenendo presente ciò, se non temete il rischio e volete scommettere su questo evento, sottoscrivete le azioni.

 

OPS ASCOPIAVE: I TERMINI  DELL’OFFERTA

Periodo di sottoscrizione

Fino al 6 dicembre 2006

Intervallo di prezzo

1,60 – 2,15 euro

Lotto minimo

1.800 azioni

Valore lotto minimo

min 2.880 – max 3.870 euro

Mercato di quotazione

MTA - STAR

Data inizio negoziazioni

12 dicembre 2006

 

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