Analisi
Borse e fantasmi 11 anni fa - lunedì 6 novembre 2006
Sulla scorta dei dati negativi sull'economia Usa, le Borse archiviano la settimana di Ognissanti in calo.

Sulla scorta dei dati negativi sull’economia Usa, le Borse archiviano la settimana di Ognissanti in calo.

Dopo lo spavento registrato sul finire della settimana scorsa per i dati relativi al rallentamento della crescita dell’economia Usa nel terzo trimestre dell’anno, anche questa settimana i dati macroeconomici giunti dagli Stati Uniti non hanno aiutato i mercati a sorridere: da un lato, infatti, vi sono stati segnali che lasciano presagire un ulteriore trimestre di debole crescita, mentre dall’altro l’aumento dei costi del lavoro spaventa in merito a un possibile rialzo dell’inflazione. Debolezza della crescita e corsa dei prezzi sono stati i veri fantasmi che hanno preoccupato la Borsa di New York che ha chiuso la settimana in calo dello 0,95%. Timori che si sono riversati anche sulle Borse europee, dove gli investitori hanno approfittato delle parole del Governatore della Banca centrale europea in merito a un possibile rialzo dei tassi d’interesse a dicembre, in realtà già atteso, per incassare un po’ dei guadagni delle settimane scorse: il bilancio è stato di una perdita media dello 0,28%. Le vendite si sono concentrate soprattutto su Parigi (-1,11%) mentre Piazza Affari ha chiuso in terreno positivo con un guadagno dell’1,22%. A dare sprint al listino milanese sono stati i titoli del settore bancario (+1,73%) sulle voci di un ulteriore consolidamento del settore a seguito di alleanze e acquisizioni e, per lo stesso motivo, quello delle utility che ha chiuso con un progresso dello 0,69%. Nonostante le promesse di tagli alla produzione e il calo delle scorte di benzina negli Usa, continua la discesa del prezzo del petrolio che questa settimana ha lasciato sul terreno il 4,64% e ha quindi trascinato al ribasso tutto il comparto energetico (-0,13%). Male anche i tecnologici, con l’indice dei semiconduttori che lascia sul campo lo 0,73% a causa del rallentamento delle vendite dei microprocessori nel 2006. Si salva infine il settore alimentare (+2,05%) grazie ai buoni risultati trimestrali di Unilever (+0,87%) mentre chiudono in terreno positivo anche gli assicurativi europei vita (+0,40%) e danni (+0,50%).

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