Analisi
Economie e mercati 11 anni fa - lunedì 27 novembre 2006
Nonostante i dati in flessione, sale la fiducia dei consumatori italiani che avvertono un miglioramento nel tenore di vita. Nel terzo trimestre, frena la crescita economica tedesca, francese e dell'intera zona euro.

IN ITALIA

Secondo l'Istat – l'Istituto italiano di statistica – a settembre gli ordini industriali (le vendite di domani) sono calati del 5,2% sul mese precedente, raggiungendo il più basso livello da gennaio 2001. Il fatturato industriale (le vendite di oggi delle aziende) è invece sceso del 5,9%. I cali mensili hanno portato l'andamento annuo di ordini e fatturato rispettivamente a +8,8% e +4,4%. Sempre in settembre, in peggioramento anche il saldo della bilancia commerciale: -2,7 miliardi di euro contro -2,2 miliardi di settembre dello scorso anno. La situazione non migliora se si considerano i primi nove mesi del 2006, periodo in cui si è registrato un deficit di 18,6 miliardi di euro contro i -6,1 miliardi dei primi nove mesi del 2005. Dopo il calo di ottobre, è invece tornata a salire la fiducia dei consumatori: a novembre l'indice si è posizionato a quota 109,2 da 108,6 del mese precedente. Il positivo andamento è il risultato di una migliore percezione della situazione personale, che ha più che compensato il maggior pessimismo sull'andamento del quadro economico generale. Discrete notizie anche per quanto riguarda le vendite al dettaglio (quelle rivolte ai consumatori finali). Nel mese di settembre hanno registrato un incremento dello 0,1% su agosto e dell'1,8% su settembre dello scorso anno. Gli aumenti sono stati registrati sia nella grande distribuzione, sia nella piccola.

IN EUROPA E NEL MONDO

Secondo l'Fmi – il Fondo monetario internazionale – l'economia tedesca dovrebbe crescere del 2,5% per fine 2006 e dell'1,5% per fine 2007. L'Fmi ha dunque elevato le stime precedenti, orientate, rispettivamente per i due anni, a +2% e +1,3%. Le buone previsioni sono state comunicate poco prima del dato sull'andamento del Pil tedesco – tutta la ricchezza prodotta in un anno in Germania – che, nel terzo trimestre, ha messo a segno una crescita solo dello 0,6% (+1,1% nel secondo trimestre), a causa della frenata registrata nel settore edilizio. C'è da preoccuparsi? Per nulla, tant'è che l'indice dell'Ifo (misura la fiducia degli imprenditori tedeschi) è salito a novembre a 106,8 da 105,3 di ottobre. Oltre che in Germania, dei rallentamenti sono stati registrati anche nella seconda economia dell'eurozona: Eurostat – l'Istituto europeo di statistica – ha infatti confermato per il terzo trimestre il dato preliminare sulla crescita economica nulla dell'economia francese. Stessa solfa (ossia, lievi rallentamenti) vale per l'economia europea nel suo complesso: sempre nel terzo trimestre è cresciuta solo dello 0,5% (+0,9% nel secondo). In questo scenario non stupisce il dato sugli ordini industriali (le vendite di domani) europei, scesi a settembre dell'1,3% mensile (sono però cresciuti del 7,6% su settembre 2005). Oltreoceano, prosegue il rallentamento della crescita economia Usa. Ne ha risentito l'indice di fiducia delle famiglie dell'Università del Michigan: abbassando la precedente stima, per novembre ha rilevato un nuovo calo a quota 92,1 da 93,6 di ottobre.

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