Analisi
Stelle e strisce poco brillanti 11 anni fa - lunedì 6 novembre 2006
Il gigante Usa ha vissuto la scorsa settimana in attesa delle elezioni che questo martedì rinnovano il Congresso e parte del Senato, ma non sono mancate notizie economiche (peraltro un po' sottotono).

Iniziamo con gli indici che registrano l'andamento del settore manifatturiero Usa: l'indice Ism (il nome deriva dall'Institute for supply management che lo elabora) a ottobre è sceso a quota 51,2, sotto le attese degli analisti (53 punti), ma resta sopra quota 50 che indica crescita. Anche l'analogo indice Pmi di Chicago (che descrive la vivacità dell'attività manifatturiera dell'importante area di Chicago) a ottobre è calato. Siamo a quota 53,5 contro attese che lo davano a 58. Anche qui il dato superiore a 50 fa comunque pensare a una crescita, seppur più debole del previsto. Passiamo ora a dati più generali: consumi e produttività. I consumi americani (vero motore dell'economia Usa) sono saliti dello 0,1% a settembre, meno dello 0,3% atteso gli economisti. La produttività Usa (escluso il settore agricolo) nel 3° trimestre è rimasta invariata dopo un miglioramento dell'1,2% nel 2° trimestre, nonostante le attese di una crescita dell'1,3%. In calo, infine, la fiducia dei consumatori americani (indice elaborato dal Conference board) scesa a 105,4 contro attese di un aumento a 108. Concludiamo con un dato sul Giappone (seconda economia mondiale): a settembre i consumi delle famiglie sono andati peggio del previsto e sono calati del 6% rispetto a un anno fa. Gli economisti si attendevano un -2,1%.

condividi questo articolo