Analisi
Economia e mercati 11 anni fa - venerdì 22 dicembre 2006
Mentre in Italia, tra mille polemiche, la Finanziaria incassa anche il sì definitivo della Camera, all'estero, complice l'economia che tira, permangono le tensioni inflazionistiche.

Mentre in Italia, tra mille polemiche, la Finanziaria incassa anche il sì definitivo della Camera, all'estero, complice l'economia che tira, permangono le tensioni inflazionistiche.

IN ITALIA

Mentre la Finanziaria da 36 miliardi di euro (oltre 15 serviranno a correggere lo squilibrio tra entrate e uscite) diventa legge con l’ultima approvazione della Camera, si consolida la crescita del settore industriale. Secondo l'Istat il fatturato industriale (le vendite delle aziende) è cresciuto in ottobre dell'1,2% su settembre e del 13,4% sull’ottobre del 2005. Nonostante la flessione, sempre a ottobre, dello 0,2%, anche gli ordini industriali (le probabili vendite di domani) sono saliti, mettendo a segno un +16% rispetto all’ottobre 2005. Nel terzo trimestre di quest’anno sono saliti anche gli occupati (+2%), per cui il tasso di disoccupazione è sceso al 6,1% dal 7,1% dello stesso periodo del 2005. Si polemizza però se l’aumento sia dovuto alla regolarizzazione di chi già lavorava o se ci sia stata effettiva creazione di nuovo lavoro. Non stupisce comunque l’aumento della fiducia dei consumatori che, secondo l'Isae, l'Istituto di studi e analisi economica legato al Ministero del Tesoro, a dicembre è salita a 113,6 dal 109,3 registrato a novembre: i più alti valori dal giugno 2002. Così, così  il commercio con i Paesi extra Unione europea. Se, infatti, a novembre, le esportazioni sono salite del 6,8% rispetto a ottobre e le importazioni sono scese dello 0,8%, il saldo tra queste due voci nei primi 11 mesi dell’anno è stato negativo per 19.635 milioni di euro. Più del doppio del disavanzo dei primi 11 mesi del 2005 (8.736 milioni).

IN EUROPA E NEL MONDO

Molte le notizie made in Germany, la prima economia dell'eurozona, la scorsa settimana. Vediamo le più importanti. I prezzi alla produzione – quelli pagati dalle imprese per acquistare beni e servizi che potrebbero trasformarsi, domani, nell’aumento dei prezzi dei beni comprati dai consumatori – sono cresciuti, a novembre, del 4,7% annuo, dopo il 4,6% di ottobre. Ai rincari hanno contribuito, prevalentemente, i prezzi dei prodotti energetici, senza considerare questi ultimi l’aumento dei prezzi alla produzione si sarebbe infatti limitato al 2,9% annuo. Sempre in Germania, l'indice dell'Ifo – che misura la fiducia degli imprenditori tedeschi sul futuro andamento della loro economia – è salito a dicembre a quota 108,7 da 106,8 di novembre. Per quanto riguarda invece la Francia – la seconda economia dell'eurozona – nel quarto trimestre si attende una buona crescita del Pil – tutta la ricchezza prodotta in un anno nel Paese – che dovrebbe compensare il ristagno registrato nel trimestre precedente. A fine 2006 il Pil francese dovrebbe dunque mettere a segno una performance positiva compresa fra il 2 e il 2,5%. Per finire diamo un'occhiata alle notizie rese note la scorsa settimana per l'economia d'oltreoceano. A novembre i prezzi alla produzione Usa sono cresciuti del 2% su ottobre – si tratta della maggior crescita da novembre 1974 – influenzati anch'essi, come quelli tedeschi, dal rincaro registrato nei prezzi del prodotti energetici. È stata invece rivista al ribasso la crescita del Pil Usa nel terzo trimestre: dal 2,2% annuo precedente al 2% attuale.

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