Analisi
Economie e mercati 11 anni fa - venerdì 15 dicembre 2006
La legge finanziaria è stata approvata dal Senato, ma alcuni emendamenti devono tornare alla Camera. Nel frattempo, negli Usa, il deficit della bilancia commerciale registra la maggior contrazione dell'ultimo quinquennio.

IN ITALIA

La Finanziaria è stata approvata al Senato e ora torna alla Camera per l'approvazione degli emendamenti che la renderanno definitiva. Questo dovrebbe permettere di contenere il rapporto deficit/pil (le uscite pubbliche che superano le entrate rapportate alla ricchezza prodotta in un anno in Italia) entro il 3%, il limite massimo previsto per restare nella zona euro. Questo, infatti, per fine 2006, è atteso intorno al 5%, malgrado l'aumento delle entrate fiscali. Intanto l'inflazione a novembre è salita dello 0,1% su ottobre e dell'1,8% rispetto al novembre 2005. In ottobre, la produzione industriale è aumentata dello 0,6% su settembre e del 6,5% su ottobre 2005. Un gran contributo è derivato dal settore auto, la cui produzione si è impennata del 15,4%. Secondo l'Isae – l'Istituto di studi e analisi economica legato al Tesoro – il buon andamento della produzione industriale in ottobre deve però leggersi con cautela, visto che delle flessioni nella crescita sono attese sia a novembre (+0,3% su ottobre in base alle prime stime), sia nel corso del 2007 (a gennaio si attende addirittura una crescita negativa: -0,1% su dicembre). Le cause vanno individuate in prevalenza nei negativi effetti attesi sulle esportazioni dal rafforzamento dell'euro. L'Isae precisa infine che l'elevata crescita annua della produzione industriale in ottobre scende al 3,7% se il dato viene corretto per i giorni effettivamente lavorati.

IN EUROPA E NEL MONDO

I dati macroeconomici della zona euro resi noti la scorsa settimana hanno riguardato prevalentemente la Francia: la seconda sua più grande economia. Produzione industriale e inflazione sono le notizie di maggior rilievo. La produzione industriale in ottobre ha messo a segno una flessione dello 0,1% su settembre e un aumento dell'1% su ottobre 2005. A penalizzarla sono stati i livelli di produzione registrati nei settori cibo ed energia, senza considerare i quali la produzione industriale sarebbe salita dello 0,3% su mese e dell'1,5% su anno. Passando all'inflazione, anche a novembre si è mantenuta sotto controllo. I prezzi sono infatti saliti dell'1,4% annuo e solo dello 0,1% rispetto a ottobre.

Dopo settimane di dati deludenti, buone notizie sono finalmente giunte dagli Usa. La bilancia commerciale americana, in ottobre, ha infatti registrato un netto miglioramento del deficit (le importazioni che superano le esportazioni), sceso a -58,9 miliardi di dollari dai -64,3 miliardi di settembre. Si tratta della maggior contrazione degli ultimi 5 anni, che supera di gran lunga le attese del mercato. Soddisfacente anche l'andamento delle vendite al dettaglio – quelle dirette ai consumatori finali: a novembre sono salite dell'1% su ottobre, contro il +0,2% atteso. Infine l'inflazione: i prezzi a novembre son rimasti fermi rispetto a ottobre, ma in aumento del 2% rispetto al novembre di un anno fa.

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