Analisi
Economia e mercati 11 anni fa - lunedì 15 gennaio 2007
Bevande, cibo, energia elettrica e acqua la spina nel fianco della spesa degli italiani. La zona euro si conferma in crescita. Negli Usa, inatteso calo del deficit della bilancia commerciale.

Bevande, cibo, energia elettrica e acqua la spina nel fianco della spesa degli italiani. Le entrate dello Stato salgono oltre alle attese. La zona euro si conferma in crescita. Negli Usa, inatteso calo del deficit della bilancia commerciale.

IN ITALIA

In base alle prime informazioni rese note dall'Istat – l'Istituto nazionale di statistica – nel corso del 2006 il tasso medio di inflazione italiano è stato del 2,1% annuo. Il dato è superiore al 2% programmato e atteso dal governo nonché a quello rilevato la fine del 2005, quando l'inflazione era stata dell'1,9%. A far salire i prezzi sono stati sopratutto gli incrementi rilevati nei prodotti: alimentari, bevande alcoliche e analcoliche, acqua, elettricità e combustibili.  Un contributo al contenimento dell’inflazione è derivato dalla marcata flessione (-22% annuo) dei prezzi dei cellulari.  A dicembre, rispetto a novembre, l'inflazione è stata invece dello 0,1%. Sempre l'Istat ha inoltre comunicato che il rapporto deficit pubblico/Pil (rispettivamente le spese pubbliche che superano le entrate e tutta la ricchezza prodotta in un anno nel Bel Paese) nei primi nove mesi del 2006 è stato del 4,1%: superiore al 3% massimo richiesto dai parametri comunitari. A pesare sul disavanzo pubblico sono stati gli effetti della sentenza dell'Unione europea in merito alla detraibilità dell'Iva sulle auto aziendali che, nel solo terzo trimestre dello scorso anno, ha generato un aumento delle uscite del 117,2% sul corrispondente trimestre del 2005 (le entrate sono invece cresciute del 4,8%). Senza questo sfavorelvole sentenza il rapporto deficit pubblico/Pil sarebbe stato del 2,5%.

IN EUROPA E NEL MONDO

In Germania – la prima economia dell’eurozona – gli ordini all’industria a novembre sono saliti dell’1,5% rispetto al mese precedente, in linea con le attese. La produzione industriale sempre a novembre è salita anch’essa dell’1,8% rispetto al mese precedente e del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2005. Lo scorso anno è stato tutto sommato un anno boom per l'economia tedesca che è cresciuta del 2,5%, il dato migliore degli ultimi sei anni da quando, nel 2000, aveva raggiunto il + 3,2%. La crescita per l'anno in corso dovrebbe invece scendere all'1,5%, calo che va ricercato negli effetti prodotti dall'aumento dell'Iva dal 16 al 19% partito dal 1° gennaio.  Unica nota dolente per l'economia tedesca è che le vendite al dettaglio – quelle dirette ai consumatori finali – sono scese a novembre dello 0,3% su ottobre. In Francia, la seconda economia della zona euro, la  produzione industriale è, invece,  calata dello 0,2% sempre a novembre. Passando alla zona euro nel suo complesso, nel terzo trimestre 2006 il Pil – tutta la ricchezza prodotta in un anno - è cresciuto dello 0,5% sul secondo, un dato in linea con le attese. Concludiamo con uno sguardo agli Usa. A novembre, la crescita delle esportazioni ha fatto bene al saldo della bilancia commerciale (la differenza tra esportazioni e importazioni) il cui deficit è calato dell’1%, a quota 58,2 miliardi di dollari. Nello stesso mese il credito al consumo (indice degli acquisti dei consumatori) è salito del 6,2%, molto più delle attese. Le vendite al dettaglio sono anch’esse cresciute a dicembre dello 0,9%.

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