Analisi
Gefran: piccola tecnologia italiana 11 anni fa - lunedì 22 gennaio 2007
Ho notato che la vostra selezione d’azioni italiane non include il titolo Gefran che invece a me pare interessante: come mai? Non potete estendere l’analisi anche ad altre società quotate sulla Borsa di Milano?

· La Borsa italiana non è nel suo complesso conveniente, ma è sicuramente la più “comoda” in termini di accessibilità e quella su cui è meno costoso investire in termini di commissioni bancarie.

· Per tale ragione scandagliamo comunque regolarmente il listino milanese alla ricerca di altre buone occasioni da inserire in selezione: Gefran è proprio una di quelle società che ha attirato la nostra attenzione e per cui abbiamo studiato i bilanci passati, stimato l’andamento futuro dei conti e valutato sulla base degli stessi criteri (si veda Soldi Sette n° 654) che usiamo per le azioni che trovate nelle nostre tabelle.

 

Tecnologia italiana nel mondo

· Gefran è uno dei numeri uno al mondo nel campo delle componenti tecnologiche per l’automazione di macchinari industriali, sensori per il controllo dei processi industriali e sistemi elettronici. Sbarca in Borsa negli anni ’90 e grazie a una politica di acquisizioni riesce progressivamente a ampliare la sua gamma di prodotti e la sua presenza internazionale: oggi solo il 40% dei suoi ricavi vengono fatti in Italia, mentre la quota realizzata in Asia è salita al 20%.

· Dopo un rallentamento della crescita nel 2005 a causa della minore domanda in Italia e Europa nel settore dei sistemi d’automazione, i primi nove mesi del 2006 (i dati dell’ultimo trimestre non sono ancora stati annunciati) hanno mostrato un fatturato in aumento del 7,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: riteniamo che tale progresso possa confermarsi per tutto il 2006 e attestarsi nell’ordine del 5% per il 2007. Negli ultimi due anni la società ha messo in atto un politica di ristrutturazione a livello societario (fondendosi con alcune società controllate) per ridurre i costi amministrativi e del personale: è una strategia che dovrebbe dare i suoi frutti già a partire dal 2007 in cui ci aspettiamo un utile industriale in crescita del 12,8% rispetto al 2006.

· La società ha goduto nel 2005 di crediti d’imposta accumulati in passato che potranno in parte essere sfruttati anche a favore del bilancio del 2006: stimiamo un utile per azione pari a 0,31 euro nel 2006, che si manterrà stabile, per il venir meno di tali benefici, nel 2007 e che salirà a 0,33 euro nel 2008.

· Considerato che da un punto di vista patrimoniale la società è equilibrata e non presenta debiti importanti, sulla base di queste stime e agli attuali prezzi di Borsa (5 euro), giudichiamo il titolo Gefran come conveniente.

 

Un’avventura troppo rischiosa

· L’azione ha però dei limiti importanti. Gefran è, in termini di capitalizzazione (numero di azioni moltiplicate per il prezzo unitario di Borsa), uno dei titoli più piccoli a Piazza Affari: sulla capitalizzazione complessiva di Borsa pesa per meno dello 0,009% (Enel, per intenderci, pesa da sola il 6%). Inoltre solo il 37% delle azioni è circolante sul mercato: la società è controllata saldamente dalla famiglia del socio fondatore e resta quindi non contendibile.

· Questo, assieme a tassi di crescita non sempre entusiasmanti nel corso degli anni, ha progressivamente portato gli investitori a disinteressarsi della Gefran: il risultato è che il titolo oggi galleggia in Borsa con un numero di contrattazioni tra le più basse del mercato.

· Se provate a osservare su internet il grafico dell’andamento giornaliero di quest’azione, vi renderete conto di come la linea non sia continua, ma proceda a “scatti”. Questo significa che vi sono lunghi archi di tempo all’interno di una stessa giornata in cui nessuno vuole né comprare né vendere le Gefran.

· Maggiore è la difficoltà a trovare la controparte per la compravendita, maggiori saranno i costi “occulti” relativi allo spread denaro-lettera che dovrete sostenere (quando acquistate un titolo lo fate ad un prezzo maggiore di quello a cui nello stesso istante lo potreste vendere: più il titolo è liquido più questa differenza si riduce).

· Se provate a osservare su internet il grafico dell’andamento giornaliero di quest’azione, vi renderete conto di come la linea non sia continua, ma proceda a “scatti”. Questo significa che vi sono lunghi archi di tempo all’interno di una stessa giornata in cui nessuno vuole né comprare né vendere le Gefran: maggiore è la difficoltà a trovare la controparte per la compravendita, maggiori saranno i costi “occulti” relativi allo spread denaro-lettera che dovrete sostenere (quando acquistate un titolo lo fate ad un prezzo maggiore di quello a cui nello stesso istante lo potreste vendere: più il titolo è liquido più questa differenza si riduce).

· Un titolo poco liquido non comporta però solo costi in più, ma anche notevoli rischi. Proviamo a valutare cosa accadrebbe se noi vi consigliassimo di acquistare le Gefran: se anche se solo una piccolissima percentuale di voi decidesse di seguire il nostro consiglio, sul mercato si genererebbe in un solo istante un volume di negoziazione come minimo 4 volte superiore a quello che mediamente interessa il titolo. Per la mancanza di venditori, il prezzo schizzerebbe subito in alto e ben pochi riuscirebbero a acquistare le Gefran ai prezzi correnti: gli altri vedrebbero esaudita la loro domanda a prezzi sempre più elevati e a livelli quindi da rendere l’investimento non più conveniente. E lo stesso discorso, al contrario, avverrebbe in caso di consiglio di vendita: il rischio di rimetterci parecchi soldi è quindi concreto.

· Quello della scarsa liquidità è un problema di cui dobbiamo tener conto prima di aggiungere un’azione nella nostra selezione: Emak (attrezzatura da giardinaggio), El.En (sistemi laser), La Doria (alimentari) e Carraro (sistemi per macchine industriali), società quotate a Milano e inserite nella lista dei nostri “osservati speciali”, sono purtroppo tutte caratterizzate da questo limite importante; anche se, al contrario di Gefran, il loro prezzo di Borsa oscilla tra il caro e il corretto e le rende quindi comunque poco interessanti per un investimento.

 

PICCOLO E DIMENTICATO

Al di là di fiammate improvvise in alto o in basso, Gefran (grassetto; base 100) vivacchia stancamente in Borsa: nell’ultimo anno ha perso molto terreno nei confronti del settore europeo dei componenti elettronici (linea sottile). Ai prezzi attuali è conveniente, ma resta anche uno dei titoli meno liquidi e a minore visibilità di tutto il listino milanese.

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