Analisi
Tassi e valute 11 anni fa - lunedì 29 gennaio 2007
Tassi invariati e euro in leggero recupero sul dollaro, così si riassume la settimana passata vissuta nell'attesa della riunione della Banca centrale Usa di questa settimana.

ASPETTANDO LA FED

A fine settimana i tassi euro di tutte le scadenze e quelli Usa a breve hanno ricalcato i valori di chiusura di sette giorni prima. In lieve salita, invece, i tassi Usa a medio/lunga scadenza. Nel Vecchio continente la notizia più attesa era quella sulla fiducia degli industriali tedeschi nel futuro andamento della loro economia (misurata dall’indice Ifo). La loro opinione era vista come una valutazione  dell’impatto che il recente aumento dell’Iva avrà sull’economia tedesca, la prima per dimensione nell’eurozona. Il calo riscontrato ha confermato che gli imprenditori sono preoccupati per la riduzione dei consumi che l'incremento dell'Iva potrebbe generare. Oltreoceano, l'evento di maggior rilievo è stato il dato sulla vendita di nuove case salite a dicembre del 4,8% rispetto a novembre. Un bel balzo se si tiene conto che l’esuberanza del mercato immobiliare – sceso del 17,3% nel corso di tutto il 2006 - sembrava “domata” e aveva addirittura fatto pensare a possibili tagli nei tassi ufficiali Usa proprio per rilanciare un’economia vista come bisognosa di un corroborante. Se solo un mese fa il rallentamento della crescita economica Usa faceva pensare che la Fed avrebbe presto abbassato i tassi ufficiali, i dati pubblicati nell'ultimo periodo evidenziano un rallentamento meno marcato del previsto e  fanno credere che la Fed non interverrà sui propri tassi per tutto il primo semestre del 2007 (al termine della riunione del 31 gennaio i tassi ufficiali americani dovrebbero dunque rimanere fermi al 5,25%). Dopo tre settimane in cui il dollaro ha "recuperato" sull’euro (il cambio euro/dollaro è passato da 1,32 a 1,29), nella settimana appena conclusa è stato l'euro a guadagnare terreno, tornando a quotare 1,30 dollari. L'ha sostenuto l'idea che anche nel 2007 la Bce, la Banca centrale europea,  proseguirà col graduale rialzo del proprio tasso ufficiale, assottigliando così il differenziale nei confronti dei tassi Usa.

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