Analisi
Economie e mercati 11 anni fa - lunedì 5 febbraio 2007
Scende la fiducia delle imprese italiane mentre sale quella dei commercianti. Al palo le vendite in Germania dove cala pure l’inflazione. Gli Usa si confermano in buona salute.

IN ITALIA

Purtroppo la fiducia delle imprese manifatturiere italiane in gennaio è scesa a 94,4 rispetto al 96,1 di dicembre. A spiegare il calo c’è il peggioramento nei giudizi sugli ordinativi (le vendite di domani) e sull’attività produttiva nell’immediato futuro garantita dall’attuale portafoglio ordini. Il calo di fiducia è confermato anche da un altro indice, il Pmi manifatturiero, che registra la fiducia dei responsabili degli acquisti delle imprese, sceso a gennaio a 53,5 dal 55 di dicembre. Meglio sembra andare, sempre in gennaio, ai commercianti la cui fiducia è aumentata a 106,6 rispetto al 104,4 di dicembre, mese che però aveva fatto registrare un forte calo nel loro indice di ottimismo. Oggi i commercianti vedono gli incassi andar bene e le scorte in magazzino diminuire, ma restano leggermente pessimisti sul futuro, forse perché notano un aumento dei prezzi – quelli alla produzione sono tra l’altro aumentati a dicembre dello 0,2% e del 5,6% in tutto il 2006 -  ma non intendono ancora trasferirli nei listini.  Le retribuzioni orarie sono intanto aumentate in dicembre del 3,3% rispetto al dicembre 2005, mentre l’aumento medio del 2006 è stato del 2,8%. Notizie complessivamente soddisfacenti invece per la produzione industriale che, sebbene a gennaio abbia segnato un calo dello 0,5% su dicembre - ma solo perché quel mese era salita in modo record - rispetto a un anno fa è salita del 3,1%.

IN EUROPA E NEL MONDO

Le vendite al dettaglio tedesche – quelle dirette ai consumatori finali – nel 2006 sono rimaste stazionarie sull'anno prima, registrando solo un +0,1% di aumento. Migliore delle attese è stata invece la prima stima sull'andamento dell'inflazione tedesca: a gennaio l'indice dei prezzi al consumo è sceso dello 0,2% su dicembre ed è salito solo dell'1,8% rispetto al gennaio 2006. Il dato lascerebbe intendere che l'impatto dell'aumento dell'Iva sui prezzi è stato più contenuto del previsto. Venendo alla zona euro, la prima stima di inflazione per gennaio evidenzia una crescita dei prezzi al consumo dell'1,9% annuo, come a dicembre. Buone notizie dal mercato del lavoro, dove a dicembre il tasso di disoccupazione è sceso al 7,5% dal 7,6% di novembre. Oltreoceano, continua intanto a migliorare la fiducia dei consumatori americani che, a gennaio, ha toccato quota 110,3: il più alto livello da maggio 2002. Il miglioramento è stato registrato nella valutazione della situazione corrente, mentre è calato l'indice delle aspettative. Ha invece sorpreso l'andamento del Pil Usa (tutta la ricchezza prodotta in un anno negli Stati Uniti) nel quarto trimestre 2006: +3,4% sopra ogni aspettativa (+2% nel terzo). Il dato conferma il buono stato di salute dell'economia americana, che beneficia del soddisfacente andamento della spesa per consumi, che ha più che compensato gli effetti derivanti dai rallentamenti nei settori auto e immobiliare. In una settimana brillante per l'economia statunitense, unico neo è il dato sulla disoccupazione: a gennaio è salita al 4,6% dal 4,5% di dicembre.

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