Analisi
Nervosismo 11 anni fa - lunedì 26 febbraio 2007
È quello che si è generato in settimana sui mercati in seguito al rialzo dell'inflazione negli Usa e che ha portato le Borse ad archiviare un bilancio in ribasso.

È quello che si è generato in settimana sui mercati in seguito al rialzo dell’inflazione negli Usa e che ha portato le Borse ad archiviare un bilancio in ribasso.

A dispetto della discesa dei prezzi dell’energia, l’inflazione negli Usa a gennaio è tornata a correre più di quanto gli analisti non si aspettassero: i timori per le possibili conseguenze in termini di rialzo dei tassi d’interesse hanno quindi portato nervosismo e cattivo umore sia negli Usa sia in Europa. Il risultato è stato che la Borsa di New York ha chiuso la settimana con un calo dello 0,3%, mentre le Borse del Vecchio continente hanno lasciato in media sul terreno lo 0,27%. Bene Amsterdam, che ha guadagnato lo 0,89%, mentre le tensioni politiche italiane non hanno avuto impatti particolari su Piazza Affari che ha chiuso solo poco sotto la media europea (-0,88%). Le scorte di prodotti petroliferi in calo più del previsto negli Usa hanno spinto al rialzo il prezzo dell’oro nero del 5%, ma i titoli del settore energetico non ne hanno approfittato e hanno messo su, nel complesso, solo lo 0,29%. Positivo il settore della distribuzione (+0,16%) che ha beneficiato dei risultati trimestrali superiori alle attese del colosso americano Wal Mart (+2,25%) e delle voci su una possibile cessione delle quote di maggioranza di Carrefour (+4,16%) a fondi d’investimento. Nonostante le speculazioni sulla possibile cessione di alcune attività di Abn Amro (+10%), i titoli finanziari europei archiviano nel complesso un sostanziale pareggio (+0,01%). Sembrano sgonfiarsi le voci che volevano diverse case automobilistiche interessate al marchio Chrysler, facente parte del gruppo DaimlerChrysler (-3,51%), e il settore chiude così con una perdita dello 0,9%. Buona, infine, la settimana del settore chimico (+0,38%) che ha beneficiato dei risultati superiori alle attese di Basf (+3,79%).

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