Analisi
Tassi e valute 10 anni fa - lunedì 19 marzo 2007
Settimana di tassi in discesa per tutte le scadenze, sia nella zona euro, sia negli Usa. Il dollaro scambiato a 1,33 con l’euro.

TASSI E VALUTE

Dopo la salita della settimana precedente – con cui il mercato ha manifestato la convinzione che la Bce (la Banca centrale europea) proseguirà col graduale rialzo dei tassi ufficiali anche dopo marzo – la scorsa settimana i tassi euro a breve sono scesi. Nella stessa direzione si son mossi i tassi a medio/lunga scadenza. Il calo delle Borse deve aver innescato un travaso dalle azioni verso le obbligazioni: i prezzi di questi sono saliti e i loro rendimenti, per converso, scesi. Nell'asta dei titoli di Stato tenutasi la scorsa settimana, i rendimenti dei BoT a tre e dodici mesi sono però saliti rispettivamente al 2,9% e al 3,15% annuo netto dal 2,75% e 3,06% di metà febbraio. In perfetta correlazione con l'andamento dei tassi di mercato si sono invece mossi i rendimenti dei BTp a cinque e quindici anni: lo scorso mercoledì sono stati aggiudicati al 3,39% e 3,7%, meno del 3,54% e 3,87% del mese prima. Oltreoceano rimangono alte le preoccupazioni di Bernanke – il presidente della Fed: la Banca centrale Usa – sul futuro andamento dell'inflazione. Il recente rincaro registrato nei prezzi dei prodotti energetici ha poi nuovamente spinto all'insù sia i prezzi al consumo – +0,4% in febbraio – sia i prezzi alla produzione – sempre in febbraio +1,3% sul mese precedente, oltre lo 0,5% atteso.  La riunione della Fed che si terrà questo mercoledì dovrebbe dunque chiudersi con tassi ufficiali invariati al 5,25%: una decisione che è il compromesso  tra quanti temono il riaccendersi dell’inflazione e quanti chiedono un ribasso dei rendimenti per rilanciare un’economia che pare languire. Il mercato, però, guarda avanti e inizia a credere in una riduzione di 0,25 punti per agosto e ha pilotato i tassi Usa a breve in discesa. Lo stesso è avvenuto per i tassi a medio/lunga scadenza. Le voci sulle difficoltà di alcune banche specializzate nei mutui a clienti con scarsa affidabilità – vedi pagina 14 –hanno penalizzato anche il dollaro sceso a quota 1,33 sull'euro (1,32 il cambio sette giorni prima).

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