Analisi
Economi e mercati 10 anni fa - venerdì 6 aprile 2007
Pur restando positive calano le attese sulla salute dell’economia di Eurolandia, eppure in Germania gli ordini all'industria sono andati meglio del previsto.

IN EUROPA

Il principale dato europeo uscito questa settimana è l'indice Pmi di marzo (purchase managing index, indice dei direttori degli acquisti) che misura le attese sul futuro dell'economia nella zona dell’euro conducendo interviste presso le aziende. Come nel caso dell'indice Ism americano di cui vi parliamo nell'articolo qui a destra, un dato superiore a 50 indica attese di crescita, viceversa un dato inferiore indica attese di recessione. Per quanto riguarda il settore industriale l'indice Pmi manifatturiero della zona euro è sceso a sorpresa a 55,4 punti da un dato precedente pari a 55,6 e deludendo attese di lieve rialzo a quota 55,7: il significato è che l'economia dovrebbe continuare a crescere, ma con meno vivacità del previsto. Analogamente anche l'indice Pmi dei servizi è sceso un poco (quota 57,4 da 57,7) seppure in linea con le attese. Se guardiamo ai singoli Paesi l'indice Pmi manifatturiero è calato in Germania (56,9 da 57,2) e Italia (53,8 da 54,2), mentre è salito in Francia (53,8 da 53,4); mentre l'indice dei servizi è calato solo nel Bel Paese (da 56,2 a 54,1), salendo sia in Francia (da 58,9 a 59,2), sia in Germania (da 57,2 a 57,5). In controtendenza rispetto a questi dati c'è stato, invece, l'ottimo risultato degli ordini all'industria (gli acquisti futuri di beni industriali) tedeschi che, ripuliti dalle componenti che possono impattare solo su alcuni mesi e non su altri, offre a febbraio un bel +3,9% mensile contro attese di un +0,5%. È un fatto positivo per tutta la zona euro in cui la Germania gioca il ruolo di locomotiva dell’economia.

NEL MONDO

In settimana sono usciti due importanti dati Usa. Il primo è l'Ism manifatturiero, un indice basato su interviste condotte presso 400 direttori degli acquisti di società industriali: gente la cui opinione quanto all’andamento prossimo venturo dell’economia conta perché di mestiere deve approvvigionarsi: né tanto, né poco. Il giusto. Quindi  dev’essere ben al corrente di quanto succederà... l’Ism è a 50,9, sotto il 52,3 di febbraio e anche sotto il 51,4 atteso dagli economisti. Il fatto che stia sopra quota 50 è un bene perché significa ancora aspettative di crescita, ma il calo rispetto a febbraio e il fatto che sia sotto le attese dice anche che non c’è euforia. Due giorni dopo è uscito l'Ism non manifatturiero, la stessa indagine condotta però presso società non industriali, che ha detto, qualcosa di simile. Un calo da 54,3 di febbraio a 52,4 e attese a 55. Vale la pena notare che il sottoindice relativo ai prezzi in entrambi i casi mostra una tendenza al rialzo giustificando le preoccupazioni sull'inflazione della Banca centrale. Corre, invece, il mercato del lavoro canadese con 55.000 nuovi posti a marzo, segno che l'economia di questo Paese è in un momento di grande forza. Nel frattempo in Giappone l'indice Tankan sulle attese delle grandi aziende manifatturiere è sceso a quota 23 da quota 25 di dicembre, il primo calo in un anno. Il dato sopra lo zero (le aziende ottimiste superano quelle pessimiste) è positivo e l'economia nipponica è in un buon momento, ma il lieve calo è coerente coi timori giapponesi sull'andamento dell'economia Usa, loro principale mercato di esportazione.

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