Analisi
Economie e mercati 10 anni fa - lunedì 16 aprile 2007
Si conferma la crescita economica della zona euro, con qualche incertezza specie in Italia. A febbraio migliora il deficit commerciale Usa. Nel Paese del Sol Levante la Bank of Japan lascia invariato a 0,5% il proprio tasso ufficiale.

IN EUROPA

Le vendite delle aziende industriali tedesche son cresciute in febbraio del 7,2% sullo stesso mese del 2006. Sul mercato interno tedesco l’aumento è stato del 5,7%, ma nei confronti dell’estero, la crescita è stata più marcata: +9,1%. Proprio a febbraio la bilancia commerciale tedesca ha registrato un attivo di 13,8 miliardi di euro. Rispetto al febbraio 2006 le esportazioni sono cresciute del 10,9%, come le importazioni, mentre rispetto a gennaio 2007 le esportazioni sono salite dell'1,9% contro il +5,6% delle importazioni: ciò spiega la riduzione dell'avanzo dai 15,8 miliardi di gennaio. In Francia, la seconda economia dell'eurozona, la produzione industriale è aumentata, a febbraio, dell'1,1% mensile, grazie al buon andamento del settore manifatturiero (+1,4%). Sempre in febbraio il saldo della bilancia commerciale francese è leggermente peggiorato, scendendo a -2,7 miliardi di euro dai -2,6 di gennaio (+3,1% le esportazioni, +3,2% le importazioni). In Italia, la terza economia dell’eurozona, a febbraio, la produzione industriale è scesa dello 0,5% su gennaio e dello 0,7% sullo stesso mese del 2006. È sì cresciuta la produzione dei beni di consumo durevoli, che non ha però compensato il calo in quella dei beni non durevoli (carta, stampa, energia…). Nell'intera zona euro a febbraio la produzione industriale è invece salita dello 0,6% su gennaio e del 4,1% su febbraio 2006. È stata inoltre confermata la crescita della ricchezza prodotta – il Prodotto interno lordo – che nel quarto trimestre 2006 è salita dello 0,9% rispetto al terzo trimestre e del 3,3% rispetto all'anno prima.

NEL MONDO

Il deficit – le importazioni che superano le esportazioni – della bilancia commerciale Usa nel mese di febbraio ha registrato un inatteso miglioramento, scendendo a -58,44 miliardi di dollari dai -59,12 miliardi di gennaio. Le esportazioni sono ammontate a 124 miliardi di dollari (-2,2% su gennaio: il maggior calo da dicembre 2002), mentre le importazioni sono state 182,4 miliardi. È invece aumentato il deficit nei confronti della Cina: -18,4 miliardi di dollari da -13,8 miliardi di febbraio 2006. Sempre negli Usa, l'aumento che nell'ultimo periodo hanno registrato i prezzi dei prodotti petroliferi ha inciso sull'andamento dei prezzi all'importazione, cresciuti a marzo dell'1,7%: più di quanto il mercato si attendesse (+0,8%) e dell'aumento di febbraio (+0,1%). I prezzi dei prodotti petroliferi importati sono infatti lievitati di ben il 9%, mentre quelli degli altri prodotti sono cresciuti dello 0,3%. Rispetto a marzo dello scorso anno, i prezzi all'importazione Usa sono invece saliti del 2,8%. Più modesto è stato l'impatto dell'aumento dei prezzi energetici sui prezzi alla produzione Usa, saliti a marzo dell'1%, come previsto. Per il secondo mese consecutivo la Bank of Japan (Boj) ha deciso all'unanimità di lasciare invariato a 0,5% il tasso ufficiale giapponese. La decisione era ampiamente attesa dal mercato, soprattutto dopo le dichiarazioni rilasciate da autorevoli esponenti della Boj di voler proseguire con la graduale politica di rialzo dei propri tassi ufficiali , in attesa di più chiari segnali sulla ripresa dei prezzi al consumo.

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