Analisi
Tassi e valute 10 anni fa - lunedì 21 maggio 2007
Tassi euro in salita per tutte le scadenze. Negli Usa, i dati macroeconomici migliori del previsto spingono all'insù i tassi a medio e lungo termine, mentre quelli a breve ricalcano i valori di sette giorni prima.

TASSI E VALUTE

I dati sull'andamento del pil – tutta la ricchezza prodotta in un anno in un Paese – resi noti la scorsa settimana per l'eurozona e i suoi Paesi hanno confermato che l'economia europea viaggia a buon ritmo, trascinata dalla locomotiva tedesca. I dati fanno ben sperare anche per il futuro, tanto che la Bce – la Banca centrale europea – ha rivisto al rialzo le stime di crescita economica del Vecchio continente per il 2007 al 2,5% dal 2,1% precedentemente previsto. Sul mercato, i tassi euro a medio e lungo termine, che incorporano per l'appunto queste aspettative, si sono sensibilmente spostati verso l'alto. Sono saliti anche i tassi euro a breve, che esprimono la convinzione che la Bce, in un contesto di solida crescita economica, prosegua col rialzo dei tassi ufficiali anche dopo giugno. Settimana positiva anche sull'altra sponda dell'oceano. La scorsa settimana i dati macroeconomici relativi al Nuovo continente sono stati migliori del previsto e hanno evidenziato che il rallentamento della crescita economica americana è meno marcato di quanto si credesse: i tassi Usa a medio/lunga si sono conseguentemente spostati verso l'alto. L'incertezza sulle future decisioni della Fed – la Banca centrale americana – in materia di tassi – se l'economia Usa rallenta potrebbe presto ridurli, altrimenti potrebbe lasciarli invariati ancora per molto o aumentarli se dovessero crescere i rischi di inflazione – hanno invece fatto sì che i tassi Usa a breve ricalcassero i valori di sette giorni prima. Sul mercato valutario, il cambio euro/dollaro ha oscillato tutta la settimana sopra quota 1,35. Il biglietto verde è salito dopo il dato sul buon andamento della produzione industriale, mentre ha sofferto dopo i dati sull'inflazione. La spiegazione è ancora una volta nel differenziale dei tassi con l’euro: se l’economia “tira” i tassi Usa potrebbero salire a vantaggio del dollaro e questo si rafforza, se l’inflazione è invece “leggera”, i tassi Usa potrebbero scendere e questo indebolisce il dollaro.

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