Analisi
Telecom: soluzione all'italiana... 10 anni fa - mercoledì 2 maggio 2007
L’annuncio dell’accordo per il passaggio di proprietà di Olimpia permette a Pirelli di chiudere il capitolo Telecom, ma lascia aperti molti interrogativi.

L’annuncio dell’accordo per il passaggio di proprietà di Olimpia permette a Pirelli di chiudere il capitolo Telecom, ma lascia aperti molti interrogativi.

· Pirelli e Sintonia (la società cui fa capo la famiglia Benetton) hanno raggiunto un accordo in base al quale l’intera proprietà di Olimpia (che possiede il 18% di Telecom) verrà ceduta a una società appositamente creata, Telco, la quale poi incorporerà la stessa Olimpia.

· Ma chi sono i “padroni” di Telco? Da un lato la spagnola Telefonica, che ne avrà il 42,3%, dall’altra un gruppo di società italiane: la stessa Sintonia, che ne avrà l’8,4%, Generali (28,1%), Intesa Sanpaolo (10,6%) e Mediobanca (10,6%).

· Rispetto a Olimpia così com’è oggi, Telco avrà un maggior peso in Telecom. Generali e Mediobanca, infatti, pagheranno la propria quota di Telco in azioni Telecom. La partecipazione di Telco in Telecom Italia sarà quindi del 23,6%: il 18% proveniente da Olimpia e il 5,6% proveniente da Generali e Mediobanca. Intesa Sanpaolo e Telefonica pagheranno invece in contanti la propria quota di Telco.

· Il passaggio di proprietà è sicuramente vantaggioso per Pirelli, che chiude il travagliato capitolo Telecom. Più incerta invece la situazione per la stessa Telecom: da un lato l’ingresso nel suo azionariato di un operatore importante come Telefonica può aprire la strada a sinergie tra i due gruppi, ma il fatto che Telefonica non abbia la maggioranza pone un freno in questa direzione. Un ostacolo che si sarebbe evitato nel caso fosse andato in porto l’accordo di inizio aprile con AT&T e America Movil, accordo che tra l’altro prevedeva lo stesso prezzo (2,82 euro per ogni azione Telecom) di quello attuale con Telefonica e le banche.

· C’è inoltre da considerare che il peso di Telefonica in Telco, e di riflesso in Telecom, è anche limitato da alcune regole di governo societario (che tra l’altro hanno attirato l’attenzione della Consob), ad esempio per quanto riguarda l’ingresso di nuovi soci nel capitale di Telco. Un peso limitato ma tuttavia sufficiente a porre una sorta di “diritto di veto” per l’ingresso di altri operatori telecom: insomma Telefonica non pesa abbastanza... ma neanche abbastanza poco.

· Infine, c’è da considerare che la”nuova” Olimpia (cioè Telco) sarà più indebitata rispetto alla “vecchia” Olimpia: oltre agli apporti in contanti e in azioni da parte dei vari soci, Telco dovrà infatti indebitarsi per altri 900 milioni di euro per finanziare l’acquisto di Olimpia. Un copione purtroppo già visto diverse volte nella storia di Telecom...

· Alla luce delle ultime evoluzioni negli avvenimenti, riteniamo che non ci siano più elementi sufficienti per speculare ancora su Telecom (2,22 euro). Tuttavia chi lo avesse già fatto nelle scorse settimane può mantenere il titolo, contando su sviluppi positivi dai prossimi piani industriali (i guadagni finora registrati, +3% circa tenendo conto del dividendo staccato nel frattempo, sono inoltre tali da non giustificare una vendita immediata). Anche per il buon padre di famiglia il nostro consiglio continua a essere quello di mantenere.

· Anche per i titoli finanziari coinvolti il nostro consiglio non cambia: acquistare Intesa Sanpaolo (6,2 euro), mantenere Generali (34,32 euro) e Mediobanca (17,27 euro). Il costo di acquisto della quota in Telco è infatti compensato dalla quota di utili Telecom spettanti, rendendo limitato l’impatto sui conti almeno nell’immediato; quanto agli impatti più a lungo termine, dipenderanno da come il nuovo azionariato gestirà il futuro industriale e strategico di Telecom.

NB I prezzi delle azioni citati nel testo si riferiscono alla chiusura di ieri 01/05/2007

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