Analisi
Blair lascia il posto a Brown 10 anni fa - lunedì 25 giugno 2007
Visto il ruolo importante delle azioni inglesi nei nostri portafogli è ora di puntare un po' i riflettori su quest’economia.

Lo aveva annunciato il 10 maggio: mercoledì il primo ministro inglese Tony Blair, dopo aver detto addio alla guida del partito, dirà addio anche a Downing Street. Esce di scena con la popolarità un po’ intaccata dalla difficile guerra in Iraq e da qualche scandaletto, ma ancora forte per l'economia in crescita. A succedergli sarà Gordon Brown, attuale Cancelliere (l'equivalente del nostro ministro dell'economia), secondo una staffetta programmata già da anni, ma a lungo rimandata. Visto il ruolo importante delle azioni inglesi nei nostri portafogli è ora di puntare un po' i riflettori su quest’economia.

Se la politica economica del governo Blair ha contribuito allo sviluppo dell'economia inglese (facendo tesoro della lezione di Margaret Thatcher) la politica del governo Brown si preannuncia all'insegna della continuità. Nessun timore, quindi dal cambio di poltrone. Anche se meno conosciuto in Italia di Blair, fin qui Brown è stato una figura di punta del governo britannico e, in quanto titolare del ministero dell'economia, uno degli artefici della politica economica inglese. In particolare è stato il ministro che ha dato piena indipendenza alla politica monetaria della Banca d'Inghilterra, secondo un modello di separazione dei poteri (il governo non deve decidere i tassi) in atto nella maggior parte dei Paesi già da tempo.

La Gran Bretagna ha conseguito negli ultimi anni una crescita di tutto rispetto, soprattutto se confrontata con quella della zona euro (vedi tabella). Archiviato un passato brillante c'è da chiedersi se anche il futuro offrirà le stesse soddisfazioni o se stiano per finire. Per rispondere occorre fare due considerazioni sul problema del momento: l'inflazione.

CRESCITE A CONFRONTO

Anno

Gran Bretagna

Zona euro

Italia

2004

3,1%

2%

1,1%

2005

1,8%

1,3%

0%

2006

2,7%

2,5%

1,6%

L'economia che scoppia di salute s'ammala di carovita?

· Il Paese va a gonfie vele, tuttavia il dato di marzo dell'inflazione inglese (3,1%) aveva fatto scalpore, in quanto decisamente superiore agli obiettivi (2%) delle autorità monetarie. Dopo un po' di maretta che aveva costretto perfino il Governatore della Banca centrale a difendere pubblicamente le sue mosse di politica monetaria e a giustificare le sue attese di ribasso dei prezzi, il dato di aprile (2,8%) aveva riportato un po' di calma, poi confermata dal dato di maggio (2,5%).

· Dall'inizio dell'anno, tuttavia l'inflazione inglese si è incontestabilmente accelerata e gli economisti si domandano se si tratta di un problema temporaneo o più duraturo e, quindi, preoccupante per l'impatto che prima o poi potrebbe avere su tassi e crescita.

· Un impulso iniziale al carovita è venuto dal prezzo dell'energia, ma poi sono seguiti aumenti anche nel settore alimentare che si sono propagati in tutte le categorie di beni. La tendenza al rialzo dei prezzi sembra trovare origine nel cuore dell'ininterrotta crescita economica inglese che dura oramai da inizio anni Novanta. Questo dinamismo ha portato una disoccupazione assai bassa (si pensi che in 3 anni un milione di persone, tra cui molti immigrati, han ingrossato le file dei lavoratori) che ha messo in moto la domanda di case (da cui la bolla immobiliare), ma anche di beni di consumo.

· Come se ciò non bastasse, poi, negli ultimi anni le previsioni hanno sistematicamente sottostimato la crescita dell'economia inglese. Basandosi, quindi su previsioni distorte, le imprese hanno, dunque, anticipato male la domanda dei consumatori, da qui ne è derivata un'offerta insufficiente e pressioni inflazionistiche rafforzate dal basso tasso di disoccupazione e dall'elevato uso della capacità produttiva che han reso difficile adeguare la produzione alla domanda. Questa incapacità nazionale a soddisfare i consumi si è già tradotta in un aumento del 17,1% delle importazioni nel 2006.

· Le conseguenze non sono finite qui: in questa situazione i lavoratori hanno iniziato a chiedere salari più alti e le imprese si sono ritrovate a tirar su di nuovo i prezzi, tanto più che l'effetto deflazionista dell'apprezzamento della valuta si è stemperato: tra il 2002 e il 2005 la sterlina si è apprezzata sul dollaro facendo automaticamente diminuire i prezzi dei beni importati, poi, però, il suo rialzo è divenuto insufficiente a bilanciare i prezzi.

SCONTI SUI BENI IMPORTATI

La sterlina si è rafforzata sul dollaro (grassetto, a sinistra) tenendo a bada l'inflazione (sottile, a destra), ma questo ciclo virtuoso pare finito.

La crescita sarà meno brillante che in passato, ma...

· A meno di non contare su un improbabile calo delle materie prime, solo un rallentamento della domanda interna sarebbe capace di portare l'inflazione verso l'obiettivo ufficiale del 2%. Ed è per questo che, nonostante i toni rassicuranti utilizzati in pubblico, il governatore della Banca centrale inglese il 10 maggio ha alzato i tassi al 5,5% e, per molti, lo farà ancora.

· Presto o tardi questa politica darà i suoi frutti. A questo punto, però, le nostre attese di crescita per il 2008 sono al 2,3% contro il 2,6% di quest'anno e il 2,7% del 2006.

...niente paura: la Borsa di Londra conviene

· Questo affresco pieno di luci, ma anche di ombre non deve allontanarvi dai titoli inglesi. Continua a valere la puntare sulla Borsa di Londra.

· Per investire su Londra avete due vie: il risparmio gestito o l'acquisto diretto di titoli.

· Tra i prodotti del risparmio gestito, in particolare, potete scegliere di acquistare l'Etf quotato a Piazza Affari iShares Ftse 100 (9,785 euro), che riproduce l'indice Footsie 100 delle 100 principali società quotate a Londra. Il costo di una simile operazione è in genere dello 0,7% allo sportello e dell'1,9% on line. In alternativa potete acquistare un fondo. Sulla nostra rivista Fondi Comuni ne consigliamo due: Mliif UK equity (minimo 2.000 euro) e Aviva Moreley UK Equity Focus (minimo 2.000 sterline). Entrambi li trovate distribuiti, tra gli altri, da Onlinesim (telefono 800/920045) e da Fundstore (tel.: 055/2463400) con interessanti sconti sulle commissioni.

· La seconda possibilità che avete è di acquistare delle azioni scelte tra quelle che vi consigliamo all'interno delle tabelle Azioni di Soldi Sette dove abbiamo selezionato per voi 21 titoli. Questa settimana, approfittiamo dell'occasione del passaggio di consegne da Blair a Brown per fornirvi qualche informazione in più su questi titoli (gli abbonati al nostro Supplemento tecnico, le conoscono già, tutti gli altri che le trovassero interessanti possono abbonarsi al Supplemento tecnico chiamando lo 02/6961520). In questa occasione aggiungiamo ulteriori consigli su ben altre 15 azioni inglesi. Per acquistarle (nel caso di importi di 2.000 euro) gli intermediari più convenienti sono Iwbank per chi usa internet e Xelion per chi usa il canale tradizionale. Trovate tutti i particolari in Soldi Sette 743 a pagina 15 (oppure on line su www.altroconsumo.it/finanza).

VALUTAZIONE DELLE BORSE

Borsa

Valutazione

Francoforte Cara
Londra Conveniente
Milano Corretta
New York Corretta
Parigi Corretta/ cara
Tokio Cara
Toronto Corretta
Sidney Conveniente/ corretta
Zurigo Corretta

E con le obbligazioni? Che fare?

Non acquistatele, ma se li avete già in portafoglio continuate a mantenere i titoli in sterline che vi abbiamo fin qui consigliato, sia quelli a tasso fisso, sia quelli a tasso variabile.

UN PO' DI AZIONI QUOTATE A LONDRA PASSATE ALLA SPECOLA

Società

Prezzo

Patrim. netto

Esercizio in corso

Prossimo esercizio

Valutazione

Divid.

Utile

Divid.

Utile

ARM Holdings

143,75

44,6

2

3,1

2,5

3,9

corretto

AstraZeneca

2.567

470

100

190

108

195

corretto

Autonomy Corpor.

688,5

185,4

0

15,6

 

18,9

caro

Aviva

759

479,1

33,2

94,9

37

106,4

conveniente

Barclays Bank

719,5

332,9

33,5

77,3

36,2

83,4

conveniente

BG Group

799

216,9

8,2

52,5

9

54

caro

BP

583,5

235,6

22

52

24,9

58

conveniente

British Airways

428,75

225

11,5

44,5

13

51

corretto

BT Group

317

47,6

17,2

23,4

18,1

24,5

conveniente

Cadbury Schweppes

681,5

189,9

15,0

28,2

16

30,6

corretto

Centrica

385,5

55,2

11,8

23,5

13,

26

corretto

Compass Group

359,25

115,2

10,3

16,3

10,5

17,8

corretto

Diageo

1.052

196,9

32,6

55,8

34,5

62,3

corretto

Emap

842,5

120

30,9

42,8

33,5

47,9

corretto

GlaxoSmithKline

1.298

185

51

100

54

108

conveniente

HBOS

998

574,6

43,5

105,7

45,9

111,3

conveniente

HSBC Holdings

926

504,8

47,9

84,1

52,5

93,8

conveniente

ICI

624,5

72,1

9,3

34

9,6

36

caro

Ladbrokes

433,75

-83,3

14,5

31

16

34

corretto

Lloyds TSB

568,5

194,4

35

54

36

58,5

conveniente

LogicaCMG

153,75

90,1

5,8

10,2

6

12,8

conveniente

National Grid

719,5

173,8

30,7

58,2

33

63,6

conveniente

Pearson

836

451,8

31

46,3

32,5

50,8

conveniente

Prudential

728,5

234,8

18,6

39,4

22

46,5

conveniente

Psion

130,75

125,3

3,6

6,5

3,9

7,6

corretto

Reckitt Benckiser

2.726

334,7

49

122,5

53

129,9

corretto

Rentokil Initial

165,25

-29

7,38

8,3

7,4

9,3

corretto

Rio Tinto

3.788

948,6

57

307

58

310

corretto

Rolls - Royce

546

176,9

10,6

33

11,8

36,5

corretto

Royal & Sun All.

147

104,5

6,8

17,3

7,5

18,9

conveniente

Royal Bank of Sc.

635

424,6

33,1

71,2

35,9

77,1

conveniente

Sage Group

236,75

79,87

4,02

12,4

4,5

14,4

corretto

Shire Pharmaceutic.

1188

130

4

35

6

55

caro

Smith & Nephew

609

94

6,14

26,27

6,9

32,5

caro

Tesco

430,75

144,8

10,5

24,2

12

26,7

corretto

Vodafone Group

156

131,7

7

10,8

7,8

11,6

conveniente

NB: tutti i prezzi sono in pence al 22/6/2007. Le azioni convenienti sono all'acquisto.

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