Analisi
Economie e mercati 10 anni fa - lunedì 25 giugno 2007
In Italia scendono occupazione, fatturato e fiducia dei consumatori mentre migliora il saldo import-export. Sembrerebbe rallentare l'economia del Vecchio continente. Settimana di passione per gli Usa.

IN ITALIA

Secondo l'Istat – l'Istituto nazionale di Statistica – il tasso di disoccupazione è sceso nel primo trimestre al 6,4% (6,2% destagionalizzato) dal 7,6% del primo trimestre 2006. La contrazione è però più che altro dovuta alla diminuzione di persone in cerca di lavoro nel Centro e Sud e non all'aumento degli occupati. Questi sono infatti scesi dello 0,3% sul trimestre precedente per via vuoi della minor crescita di contratti a tempo determinato, vuoi delle minori assunzioni di stranieri (ma queste ultime potrebbero nascondere una maggior diffusione di lavoro sommerso). Il calo di persone in cerca di lavoro è purtroppo confermato anche dall'offerta di lavoro in discesa dello 0,9% sul primo trimestre 2006 e dello 0,5% sul quarto. In aprile, rispetto a marzo, sono calati anche gli ordini e il fatturato industriale (le probabili vendite di domani e le vendite di oggi delle aziende): -1,1% il primo e -1,8% il secondo. I cali mensili portano le rispettive crescite annue a +5,6% e +8,3%. Sempre in aprile hanno deluso le vendite al dettaglio – quelle rivolte ai consumatori finali – scese dello 0,4% rispetto a marzo 2007 e a aprile 2006. Con queste premesse, la fiducia dei consumatori non poteva essere alle stelle, tant’è che a giugno è scesa a 107,2 dal 109,4 di maggio. A salvare il bilancio settimanale per fortuna ci ha pensato il dato sulla bilancia commerciale extra Ue, ovvero la differenza tra esportazioni e importazioni con Paesi che non fanno parte dell’Unione europea. In maggio il deficit si è attestato a 1,1 miliardi di euro: un miglioramento  rispetto ai quasi 1,8 miliardi del maggio 2006.

IN EUROPA E NEL MONDO

Sottotono le notizie macroeconomiche della scorsa settimana giunte dalla Germania, la prima economia dell'eurozona. I prezzi alla produzione, quelli pagati dalle aziende per acquistare beni e servizi, a maggio sono saliti dell'1,9% annuo: un bel salto rispetto al +1,6% di aprile. Il dato in parte può spiegare il calo della fiducia degli investitori tedeschi sul futuro andamento della loro economia scesa a 20,3 dal 24 di maggio. Dello stesso umore gli imprenditori tedeschi, la cui fiducia è calata a 107 dal 108,6 di maggio. Notizie non entusiasmanti neppure dalla Francia, la seconda economia dell'eurozona, dove a maggio la spesa dei consumatori si è contratta dello 0,8% (-0,1% in aprile), contro attese di crescita dello 0,5%. Per fortuna, la fiducia dei responsabili degli acquisti delle aziende di servizi e manifatturiere della zona euro sono entrambi saliti a giugno rispettivamente a 58,3 e 55,4 dai 57,3 e 55 di maggio, poco ma comunque mostrano espansione. Oltreoceano, hanno invece deluso le notizie provenienti dal mercato del lavoro: le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono cresciute di 10.000 unità, mentre il mercato si aspettava un dato invariato. Meglio è andata al superindicatore che dovrebbe anticipare i punti di svolta nell’economia Usa salito a maggio dello 0,3%. Bene anche lo stato di salute del settore manifatturiero: l'indice Fed di Philadelphia, a giugno, è salito a quota 18 dal 4,2 di maggio. A far soffrire i mercati ci han pensato le voci sul possibile fallimento di fondi attivi nel prestar denaro a famiglie con scarsa affidabilità.

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