Analisi
Tassi e valute 10 anni fa - lunedì 4 giugno 2007
Il mercato non ha dubbi sulla decisione che la Bce prenderà durante la riunione di questo giovedì: i tassi ufficiali euro saliranno dello 0,25%.

TASSI E VALUTE

Questa settimana si riunirà la Bce – la Banca centrale europea – che, come ampiamente atteso dal mercato, dovrebbe portare i tassi ufficiali dell'eurozona al 4%. La decisione è data per scontata,  soprattutto dopo i recenti dati macroeconomici (vedi articoli in basso) che confermano la forza della ripresa economica nel Vecchio continente. Se l'economia europea cresce in modo soddisfacente, le previsioni in termini di inflazione non sono invece rassicuranti, tanto che la scorsa settimana autorevoli esponenti della Bce si sono dichiarati "fortemente vigilanti" sul futuro andamento dei prezzi che verso la fine del 2007 potrebbero infatti impennarsi. A suscitare queste preoccupazioni è la notevole liquidità in circolazione, cresciuta in aprile del 10,4%. In uno scenario caratterizzato da un'economia che cresce in modo soddisfacente e un'inflazione che potrebbe "impennarsi", sono alte le probabilità che la Bce prosegua col graduale rialzo dei propri tassi ufficiali anche nella seconda metà del 2007 e i tassi euro a breve, che incorporano questa aspettativa, si sono spostati verso l'alto. Sono saliti anche i tassi a medio e lungo termine, che riflettono il buono stato di salute dell'economia europea. Oltreoceano, i dati macroeconomici resi noti nelle ultime settimane hanno evidenziato che l'economia americana registra sì un rallentamento della crescita, ma inferiore alle aspettative. Il mercato, che prevedeva una riduzione a breve dei tassi ufficiali Usa proprio per dare una mano a un'economia "zoppicante", ha conseguentemente mutato parere e oggi crede che la Fed – la Banca centrale americana – non toccherà i propri tassi ufficiali fino alla fine del 2007. In risposta a queste mutate aspettative, i tassi Usa a breve termine si sono spostati verso l'alto. Le notizie che l'economia Usa sta meglio del previsto hanno spinto all'insù anche i tassi Usa a media e lunga scadenza. Sul mercato valutario, infine, nessuna variazione degna di nota per il cambio euro/dollaro, che la scorsa settimana è rimasto fermo sopra quota 1,34.

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