Analisi
BT Italia sposa I.Net e se la mangia 10 anni fa - lunedì 23 luglio 2007
Si spiana la strada alla fusione tra I.Net e British Telecom Italia. I.Net deve dire addio a Piazza Affari dopo oltre sette anni di presenza sul listino milanese.

· Dopo l’Opa (offerta pubblica di acquisto) di British Telecom Italia su I.Net (51,87 euro), terminata il 30 aprile scorso e andata pressoché deserta BT Italia ci riprova con un progetto di fusione per incorporazione di I.Net forte del dell’oltre 50% di capitale posseduto. L’obiettivo è di ritirare I.Net da Piazza Affari. Gli azionisti di I.Net, per ogni azione posseduta, riceveranno 6 azioni di BT Italia.

· Ci sono tre possibilità per gli azionisti di I.Net: accettare lo scambio, vendere le azioni in Borsa fintanto che sono quotate o esercitare il diritto di recesso per farsi rimborsare l’investimento effettuato. Cosa conviene fare?

· Scartato lo scambio per non avere in mano azioni non quotate, secondo noi tra recesso e vendita è preferibile vendere ora. Il controvalore del recesso sarà pari alla media degli ultimi 6 mesi di contrattazioni e quindi aggirarsi intorno ai 52,5 euro.

· La quotazione di I.Net è ora poco sotto i 52 euro, più bassa rispetto alla media dei prezzi degli ultimi sei mesi, ma vendere ora vi permette di incassare subito il controvalore; mentre, esercitando il diritto di recesso, otterrete la restituzione del denaro solo dopo che la fusione sarà entrata nel vivo (presumibilmente a fine novembre).

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