Analisi
Economie e mercati 10 anni fa - lunedì 9 luglio 2007
Nella pubblica amministrazione cresce l’indebitamento. Rallenta il settore manifatturiero, ma migliora il terziario. Crescono gli occupati e la spesa per consumi. Inflazione "percepita" alle stelle. L'eurozona si conferma in buona salute; dati migliori del previsto per gli Usa.

IN ITALIA

In una settimana ricca di polemiche per i conti pubblici italiani, l'Istat ha reso noto che nel primo trimestre 2007 l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche è salito al 6,1% del Pil, l’insieme della ricchezza prodotta, dal 5,9% del primo trimestre 2006. Questa settimana le linee guide di spese e entrate statali italiane per gli anni a venire e la riforma delle pensioni saranno valutati dai partner europei dell’Eurogruppo e l’Italia, che trova un alleato nelle difficoltà francesi,  spera in un’attenuazione del rigore di Bruxelles che vuole l’azzeramento dei deficit pubblici entro il 2010. Intanto, al netto dei cassintegrati, l'occupazione nelle imprese con almeno 500 dipendenti cresce dello 0,8% su aprile 2006. Cresce anche la spesa per consumi (+2,6% in tutto il 2006 secondo l’Istat e +1,4% a maggio 2007 rispetto maggio 2006 secondo Confcommercio). Unico in tutta l’area euro a giugno il Pmi manifatturiero, indice dello stato di salute delle aziende industriali, è sceso a quota 54 dal 55 di maggio. Meglio la salute del terziario, il Pmi dei servizi, che,  sempre a giugno, è salito a 57,9: la ventiduesima salita consecutiva. Infine, secondo un'indagine dell'Isae – l'Istituto di studi e analisi economica legato al ministero del Tesoro – l'inflazione "percepita" dai consumatori italiani nel periodo febbraio 2003 - giugno 2007 è stata del 24,6% annuo: sintomo che le famiglie hanno l'impressione che i prezzi siano raddoppiati negli ultimi 4 anni.

IN EUROPA E NEL MONDO

Nell'eurozona il Pmi manifatturiero – costruito intervistando gli imprenditori del settore industriale, di cui esprime lo stato di salute – è salito a giugno a 55,6 dal 55 di maggio. Buone notizie anche dal mercato del lavoro, dove il tasso di disoccupazione europeo è sceso a maggio al 7% dal 7,1% di aprile. Sempre in maggio sono saliti i prezzi alla produzione europei – pagati dalle aziende – e le vendite al dettaglio – rivolte ai consumatori finali: +2,3% annuo i primi e +0,4%, sempre annuo, le seconde. La produzione industriale inglese è cresciuta dello 0,4% tra aprile e maggio, mentre il settore dei servizi è risultato in crescita dell’1% nei primi tre mesi dell’anno, ma in calo dello 0,1% tra marzo e aprile. Oltreoceano in giugno il settore manifatturiero ha registrato una crescita oltre le attese. L’indice che misura lo stato di salute dell’industria Usa si è portato a 56 oltre il livello di 55 atteso dagli analisti. Meglio delle attese anche l’indice che misura lo stato di salute del settore servizi: l'Ism non manifatturiero. A giugno si è attestato a 60,7 dal 59,7 di maggio: gli analisti si aspettavano un calo a 58, comunque un buon livello visto che il valore di 50 indica un’espansione dell’economia. Gli ordini industriali Usa – le future vendite – sono invece scesi a maggio dello 0,5%, ma meno del previsto calo dell’1%. In giugno sono stati creati 132.000 nuovi posti di lavoro, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 4,5% della popolazione attiva. I salari contrattuali orari sono saliti dello 0,3% rispetto a maggio, ma di ben il 6% rispetto al giugno 2006.

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